Google AI Pro è stato utilizzato per sei mesi come abbonamento completo dedicato all’intelligenza artificiale. Il pacchetto comprendeva Gemini, Antigravity, funzioni AI integrate nell’ecosistema Google, Google Health AI Premium e YouTube Premium Lite. Con l’uso quotidiano, però, diversi vantaggi inizialmente interessanti hanno mostrato un’utilità limitata, mentre altre soluzioni si sono rivelate più adatte alle esigenze operative.
google ai pro e i limiti di gemini
gemini non è diventato l’assistente principale
Il problema più rilevante ha riguardato proprio Gemini, elemento centrale dell’abbonamento. Dopo sei mesi, il servizio non è diventato lo strumento utilizzato per primo nelle attività di brainstorming, nella scrittura delle email o nella gestione di richieste complesse.
Le risposte sono apparse spesso meccaniche, troppo strutturate e più lunghe del necessario. Anche quando la richiesta veniva interpretata correttamente, il risultato richiedeva con frequenza ulteriori modifiche prima di poter essere utilizzato. Gemini 3.6 Flash ha dimostrato rapidità e buona reattività, ma la velocità non è stata sufficiente a compensare le differenze riscontrate nei compiti più articolati rispetto a GPT-5.6 e Fable 5.
ChatGPT è diventato la scelta principale per idee, scrittura, ricerca e risoluzione di problemi, mentre Claude è rimasto lo strumento preferito per la programmazione e le funzionalità Cowork. La necessità di correggere meno spesso i contenuti ha rafforzato ulteriormente queste preferenze.
google ai pro e l’esperienza con antigravity
cursor si adatta meglio alla programmazione
Antigravity rappresentava un altro importante elemento dell’offerta Google AI Pro, ma l’utilizzo nei progetti di programmazione non ha portato a un abbandono di Cursor. L’ambiente Google è apparso ancora piuttosto essenziale, soprattutto nel passaggio tra pianificazione, modifica e perfezionamento di un progetto.
Cursor è risultato più coerente con il metodo di lavoro adottato e ha offerto un flusso agentico percepito come più completo e pratico. La presenza di un ambiente di programmazione già conosciuto ha ridotto ulteriormente il valore aggiunto di Antigravity all’interno dell’abbonamento.
google health ai premium perde appeal
l’esperienza con fitbit air
Anche Google Health AI Premium avrebbe potuto rappresentare un motivo per mantenere il servizio. L’utilizzo insieme a Fitbit Air, però, ha prodotto un’esperienza deludente. Durante un viaggio in auto durato circa cinque ore, il dispositivo ha registrato migliaia di passi, nonostante la permanenza quasi costante al volante.
L’episodio ha portato a considerare il passaggio a Samsung Health e ha ridotto l’interesse verso il vantaggio incluso in Google AI Pro.
google ai pro e le integrazioni con servizi esterni
gemini resta legato all’ecosistema google
Gemini funziona in modo efficace all’interno dell’ecosistema Google e offre integrazioni utili con servizi come WhatsApp e Canva. Le esigenze quotidiane, però, comprendono anche strumenti esterni come Asana e Figma, ambito nel quale ChatGPT è risultato più flessibile.
La possibilità di collegarsi a numerosi servizi di terze parti è stata considerata più importante rispetto alle integrazioni approfondite con Gmail, Drive e Calendar. Un assistente premium dovrebbe supportare l’intero flusso di lavoro, non soltanto una parte di esso.
google ai pro viene cancellato dopo sei mesi
La cancellazione dell’abbonamento non implica un abbandono definitivo di Gemini. ChatGPT e Claude si sono adattati meglio al lavoro quotidiano, Antigravity non è diventato indispensabile e diversi extra inclusi risultavano sovrapposti a servizi già utilizzati oppure avevano perso attrattiva.
Resta l’interesse per Gemini 3.5 Pro e per i prossimi sviluppi di Google. Un eventuale miglioramento rispetto a GPT-5.6 e Fable 5 potrebbe rendere possibile un nuovo utilizzo di Google AI Pro in futuro.




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