Samsung prepara una nuova fase per Galaxy AI, con l’obiettivo di superare il modello basato sull’inserimento manuale di comandi nelle finestre di dialogo. La strategia punta verso agenti intelligenti capaci di comprendere le richieste ed eseguire automaticamente attività tra applicazioni diverse, riducendo il numero di operazioni necessarie per completare un’attività.
Samsung Galaxy AI verso gli agenti intelligenti
Jay Kim, responsabile dell’ufficio dedicato all’esperienza dei clienti della divisione MX di Samsung Electronics e vicepresidente dell’azienda, ha illustrato l’evoluzione prevista per Galaxy AI durante una tavola rotonda sull’intelligenza artificiale. La direzione indicata prevede il passaggio dall’interazione tradizionale con le applicazioni a un’architettura basata su agenti AI completamente automatizzati.
Il sistema dovrebbe consentire di svolgere operazioni complesse senza richiedere continui comandi testuali o il passaggio manuale da un’applicazione all’altra. L’obiettivo principale consiste quindi nel limitare l’intervento dell’utente e rendere più fluida la gestione delle attività quotidiane attraverso il telefono.
Le applicazioni resteranno centrali nell’esperienza mobile
Secondo Samsung, la diffusione degli agenti intelligenti non porterà alla scomparsa delle applicazioni mobili nel breve periodo. Le app sono già ottimizzate per i dispositivi portatili e rappresentano la base di numerosi modelli commerciali sviluppati dall’intero settore tecnologico.
Il cambiamento riguarderà soprattutto il modo in cui le applicazioni vengono utilizzate. Invece di aprire manualmente più servizi e coordinare ogni singolo passaggio, un agente intelligente potrà gestire automaticamente le attività tra diverse app, eliminando le procedure più ripetitive e riducendo il lavoro manuale.
Galaxy AI e standard MCP per l’automazione
Nel percorso di sviluppo, Samsung ha inizialmente cercato di collegare l’intelligenza artificiale alle singole funzioni delle applicazioni. Questo approccio, però, risultava difficile da estendere su larga scala. Per superare il limite è iniziata la promozione del Mobile Context Protocol, noto come MCP, uno standard pensato per favorire una maggiore collaborazione tra i partner dell’ecosistema tecnologico.
In attesa della piena maturazione di standard condivisi, Samsung ha introdotto strumenti di transizione basati sul riconoscimento dei contenuti visualizzati sullo schermo. In questo modo, il sistema può eseguire per conto dell’utente alcuni passaggi, come quelli necessari per richiedere un’auto.
Galaxy S26 introduce le prime funzioni automatiche
Il Galaxy S26 ha rappresentato il primo modello a integrare funzioni di riconoscimento dello schermo e automazione delle operazioni. Jay Kim ha definito complesso il processo di sviluppo e ha riconosciuto che la tecnologia non è ancora perfetta, indicando questa soluzione come un primo passaggio verso un’esperienza completamente automatizzata.
Agenti AI tra voce, immagini e dispositivi indossabili
Samsung intende procedere con cautela nella trasformazione delle interfacce, considerando una base globale di oltre un miliardo di utenti attivi ogni giorno. L’azienda sta inoltre collaborando con i centri di ricerca locali per affrontare le esigenze linguistiche e vocali di mercati complessi, tra cui l’India.
La visione futura non si limiterà agli smartphone. Gli agenti intelligenti potranno arrivare anche su smartwatch e occhiali intelligenti, combinando comandi vocali, riconoscimento visivo e percezione dello spazio. L’obiettivo è creare un’esperienza automatizzata e continua tra più dispositivi, con un’interazione sempre meno legata alla digitazione manuale.











Lascia un commento