Le applicazioni che utilizzano la posizione precisa, come quelle dedicate al meteo o alla navigazione, possono condividere questi dati con soggetti esterni senza che l’utente ne sia pienamente consapevole. Il problema riguarda in particolare alcuni SDK pubblicitari di terze parti, integrati nelle app per gestire gli annunci e misurarne i risultati.
sdk pubblicitari e raccolta della posizione
Gli SDK, acronimo di Software Development Kit, sono strumenti software preconfigurati che permettono agli sviluppatori di aggiungere funzioni senza realizzare ogni componente da zero. Tra quelli più utilizzati rientrano gli SDK pubblicitari, necessari per mostrare annunci, analizzare le prestazioni delle campagne e sostenere la monetizzazione delle applicazioni.
Secondo un’analisi dell’Electronic Frontier Foundation, diversi SDK di questo tipo risultano impostati per raccogliere e condividere la posizione precisa degli utenti. Le informazioni possono essere trasferite a reti di aziende pubblicitarie e a sistemi collegati ai data broker, utilizzati per monitorare gli spostamenti delle persone.
Tra gli SDK indicati nell’analisi figurano:
- InMobi
- BidMachine
- Verve HyBid
- Huawei Petal Ads
il problema dei permessi di localizzazione
La principale criticità deriva dal fatto che un singolo permesso può autorizzare l’accesso alla posizione per l’intera applicazione. Nel caso di un’app meteo, per esempio, la localizzazione precisa può essere necessaria per fornire previsioni riferite all’area in cui si trova il dispositivo.
Lo stesso dato, però, può essere reso disponibile anche agli SDK integrati nell’applicazione, senza una comunicazione sufficientemente chiara. In questo modo, una posizione condivisa per ottenere una funzione utile può finire nelle mani di software esterni incaricati della raccolta e della condivisione dei dati.
raccolta dei dati attiva per impostazione predefinita
Le impostazioni che consentono la raccolta della posizione non sono sempre immediatamente visibili agli sviluppatori. Se non vengono controllate con attenzione prima della pubblicazione dell’app, alcune funzioni di condivisione dei dati possono rimanere attive per impostazione predefinita.
Di conseguenza, anche gli sviluppatori che non intendono favorire la raccolta indiscriminata possono consentire involontariamente l’accesso a informazioni sensibili. La presenza di altri SDK con comportamenti analoghi non è esclusa, poiché l’analisi ha evidenziato soltanto quelli individuati durante la verifica.
come prevenire la condivisione dei dati
Gli sviluppatori possono ridurre il rischio esaminando in modo approfondito ogni SDK di terze parti prima di integrarlo nell’app. È inoltre possibile disattivare le funzioni di raccolta non necessarie e verificare quali dati vengono trasmessi ai partner pubblicitari.
L’Electronic Frontier Foundation invita gli sviluppatori a valutare attentamente tutti i componenti esterni utilizzati e chiede alle autorità di controllare le aziende i cui SDK incentivano la raccolta dei dati. La tutela della privacy della posizione, secondo l’organizzazione, non dovrebbe dipendere esclusivamente dalle verifiche degli utenti, ma richiedere interventi coordinati da parte di sviluppatori, autorità di regolamentazione e legislatori.
In passato, informazioni sulla posizione provenienti dal settore pubblicitario sono state utilizzate per il monitoraggio di personale militare statunitense, per indagini dell’ICE e per strumenti di sorveglianza. La possibilità che dati così precisi vengano condivisi senza una consapevolezza completa rende necessaria una gestione più trasparente dei permessi e degli SDK presenti nelle applicazioni.









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