una segnalazione sorprendete riguarda un possibile Google Pixel Watch 5, recuperato sul fondo marino al largo di st. martin. la vicenda è emersa tramite un post su x attribuito a randy pitchford, cofondatore di gearbox, che descrive un prototipo dall’aspetto molto avanzato, con documentazioni sensori ben riconoscibili.
google pixel watch 5: ritrovamento subacqueo vicino a st. martin
le immagini mostrano il retro dell’orologio con la dicitura google e pixel watch 5, accompagnata da marcature per sensori tra cui spO2, eda, temperatura cutanea, informazioni sul battito e uWB. è presente anche una notazione di IP68 per resistenza all’acqua. il design frontale richiama lo stile circolare tipico del pixel watch, con una struttura che appare quasi completa.
anche il fronte sembra definito, dando l’impressione di una versione quasi pronta per la produzione. l’insieme è molto convincente e suggerisce una presenza hardware di alto profilo, non semplici render.
contesto e tempistiche
la tempistica risulta insolita: pixel watch 4 è stato lanciato lo scorso ottobre, dunque non sono trascorsi molti mesi dall’uscita del modello precedente. in questo scenario, l’ipotetico Pixel Watch 5 non è stato annunciato né diffuso in modo ufficiale, rendendo curioso l’apparire di un prototipo in condizioni tanto strane.
possibili scenari sull’origine del prototipo
possono ipotizzarsi diverse spiegazioni: potrebbe trattarsi di prototipo interno destinato a test sul campo, finito in mare durante prove esterne. molte aziende tech conducono test di hardware non ancora ufficiale al di fuori dei laboratori, ma raramente tali esemplari si ritrovano durante una immersione nei mari caraibici.
in ogni caso, la corrispondenza tra look esterno, marker sui sensori e ipotetica versione di produzione rende la storia particolarmente suggestiva. resta aperta la questione sull’autenticità del materiale presente nelle foto e su eventuali conferme da parte di Google.
stato attuale e sviluppi futuri
un aggiornamento successivo segnala che il presunto proprietario è stato rintracciato grazie al famoso “effetto internet” e che è stata avviata la procedura per la restituzione dell’oggetto. non mancano dubbi sull’inesattezza di alcune informazioni presenti nelle immagini, ma il fascino della vicenda resta notevole per chi segue l’evoluzione della gamma Pixel.
- Randy Pitchford







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