Ricarica wireless Qi2: come funziona e i watt reali

Ricarica wireless Qi2: come funziona e i watt reali
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Qi2 non è sinonimo di caricatore veloce. È prima di tutto un sistema per mettere la bobina del telefono esattamente sopra quella del pad e solo dopo una questione di watt.

La confusione nasce da lì: sullo scatolo leggi 15 W, poi sul telefono la percentuale sale lenta come cinque anni fa. Non è un difetto. È la distanza tra la potenza massima certificata e quella che il tuo telefono riesce davvero a gestire.

Qui sotto trovi i profili dello standard e il conto dell’energia tra presa e batteria. Poi i motivi per cui la potenza cala dopo venti minuti, con un test da fare in mezz’ora usando un misuratore USB-C.

Che cosa sono Qi, Qi2 e Qi2 25W?

Qi è lo standard di ricarica a induzione del Wireless Power Consortium, il consorzio che riunisce i produttori di elettronica. Esiste dal 2010 e oggi conta più di 13.000 prodotti certificati.

Dentro Qi convivono più profili. Il Basic Power Profile si ferma a 5 W. L’Extended Power Profile arriva a 15 W, ma solo se trasmettitore e ricevitore si accordano sulle stesse regole.

Qi2 è la versione 2.0 dello standard, pubblicata nel 2023. Aggiunge il Magnetic Power Profile, cioè un anello di magneti che tiene il telefono in posizione. La potenza certificata resta 15 W.

Qi2 25W è la versione 2.2.1, lanciata a luglio 2025. Porta il tetto a 25 W, quasi il 70% in più. Secondo il WPC carica una batteria dallo 0 al 50% in una trentina di minuti.

SoluzionePotenza massima certificataMagnetiCosa serveCalore
Qi base (BPP)5 WNoUn pad qualsiasi con logo QiBasso
Qi (EPP)15 WNoPad e telefono compatibili EPPMedio
Qi2 (MPP)15 WSìPad Qi2 e telefono Qi2Medio
Qi2 25W25 WSìPad e telefono certificati 25WAlto
Cavo USB-C PD25-120 W e oltreNon serveAlimentatore PD e cavo adeguatoBasso

La tabella dice una cosa sola: i magneti non alzano la potenza, la rendono stabile. Ed è la stabilità, non il picco, a fare la differenza sul tempo di ricarica.

Perché i magneti contano più dei watt?

Senza magneti il telefono si appoggia dove capita. Un disallineamento di pochi millimetri sposta il flusso magnetico fuori dall’asse delle bobine e la dispersione cresce in fretta.

Il Magnetic Power Profile risolve il problema alla radice: il telefono si aggancia e resta fermo. Nella pratica è la differenza tra una ricarica che tiene 15 W per un’ora e una che oscilla tra 7 e 12 W.

L’allineamento conta anche quando la potenza è bassa. Un pad da 5 W ben centrato scalda meno di un pad da 15 W con il telefono spostato di un centimetro.

Il secondo effetto dei magneti è sulla distanza. Le due bobine devono stare vicine. Oltre i 3-4 mm di spessore la coppia perde accoppiamento. I magneti tengono lo spessore al minimo, mentre una cover spessa lo aumenta.

TIP. Il test del dito: se il pad resta tiepido e il telefono è freddo, l’accoppiamento è buono. Se il pad scotta e la percentuale sale piano, l’energia si sta perdendo in calore invece che nella batteria.

Quanta energia serve davvero tra presa e batteria?

I watt dichiarati sono quelli in uscita dalla bobina del pad. Tra quella bobina e la cella c’è un percorso con perdite. Le perdite diventano calore.

Un pad Qi2 da 15 W assorbe dalla presa circa 18-20 W. L’efficienza tipica di un pad magnetico ben allineato sta tra il 75% e l’80%, il resto si dissipa nel rame, nei magneti e nell’elettronica di controllo.

Da qui arriva la prima regola pratica: l’alimentatore non è un dettaglio. Serve un caricatore USB-C PD da almeno 20 W, cioè un profilo da 9 V e 2,2 A. Con un alimentatore da 5 V e 2 A il pad si accende, ma resta al minimo.

Per Qi2 25W serve ancora più margine: 30 W o più, con un profilo da 12 V. Molti pad 25W venduti senza alimentatore funzionano a metà potenza proprio per questo. La colpa però finisce sul telefono.

Anche il cavo conta. Un cavo USB-C marcato 60 W regge la corrente senza problemi, uno da 3 A senza marca può scaldarsi e far negoziare al pad una tensione più bassa. Nella guida alla ricarica rapida la negoziazione tra caricatore e telefono è spiegata passo per passo.

Perché dopo venti minuti la potenza scende?

La ricarica wireless produce calore dove fa più danni: sotto la scocca, contro la cella. Un pad da 15 W scalda molto più di un cavo da 15 W, perché parte dell’energia si dissipa nella bobina del telefono.

I firmware tagliano la corrente quando la temperatura della cella supera una soglia, di solito tra i 40 e i 45 °C. Non è una protezione contro i guasti, è una protezione contro l’invecchiamento: ogni ora passata sopra i 40 °C consuma cicli in più.

Per questo una ricarica che parte a 15 W finisce spesso a 7-9 W. La media dei primi trenta minuti è quello che conta, non il picco letto al minuto due.

In auto d’estate il problema si somma. L’abitacolo supera i 40 °C, il telefono arriva già caldo dalla navigazione e il pad è esposto al sole. Alcuni modelli mostrano un avviso e sospendono la ricarica, altri si limitano a rallentare senza dire niente. Le soglie termiche di Android sono le stesse che governano la ricarica con cavo.

TIP. Se il supporto è ventilato, la ricarica tiene la potenza alta molto più a lungo. Un flusso d’aria sulla scocca vale più di un pad con dieci watt in più sulla carta.

Quando la ricarica wireless non arriva a 15 W?

Un Android senza magneti può ricaricare a 15 W?

Qui si concentra la maggior parte degli errori che circolano online. Applicare un anello magnetico a un telefono che non supporta Qi2 migliora l’allineamento, non la potenza.

Il motivo è semplice: la potenza la decide il ricevitore. Se il telefono parla solo EPP o un protocollo proprietario, il pad Qi2 scende a quel livello, spesso 5-10 W. I magneti tengono fermo il telefono, non cambiano il contratto di potenza.

Per arrivare a 15 W servono due cose insieme: un telefono certificato Qi2 e un pad certificato Qi2. Per i 25 W serve la certificazione anche sul lato ricevente, che è più recente e quindi meno diffusa.

Molti Android recenti sono davvero Qi2, altri sono “Qi2 ready”: hanno la ricarica a 15 W ma non i magneti. In quel caso una cover magnetica ha senso, perché sistema l’allineamento e lascia al telefono la potenza che già supporta.

Il controllo da fare è nella scheda tecnica, non sulla confezione del pad. Cerca la dicitura Qi2 certified oppure Magnetic Power Profile tra le specifiche del telefono.

Quali sono i casi che bloccano la potenza?

I casi ricorrenti sono cinque e quasi sempre il colpevole non è il pad.

  • Alimentatore non PD: il pad chiede 9 V, riceve 5 V, resta al minimo.
  • Cavo scadente o molto lungo: la caduta di tensione fa fallire la negoziazione.
  • Cover in metallo o con inserto metallico: il campo non passa e la protezione contro gli oggetti estranei blocca tutto. La FOD, foreign object detection, è il sistema che spegne il pad quando rileva un corpo conduttivo.
  • Telefono appoggiato male: fuori asse la potenza crolla e il calore sale.
  • Batteria già calda: la ricarica parte lenta e non sale più.

Aggiungi un sesto caso, il più insidioso: il caricatore “15 W” senza certificazione. Senza il logo Qi2 non c’è garanzia che il pad sostenga i 15 W per più di pochi minuti. La potenza dichiarata è spesso quella di picco, misurata per trenta secondi.

Un dettaglio che quasi nessuno controlla: Qi2 prevede l’autenticazione del ricevitore, ereditata da Qi 1.3. Un pad certificato può rifiutarsi di erogare la potenza piena a un accessorio che non si autentica. Lo fa per sicurezza.

Come misurare i watt reali in trenta minuti?

Cosa serve: un misuratore USB-C in linea, un pad Qi2 con il suo alimentatore, un telefono carico tra il 20 e il 25%.

  1. Collega il misuratore tra alimentatore e pad, non tra pad e telefono: lì non passa nulla di utile.
  2. Parti con la batteria al 20-25%. Sopra il 70% la potenza scende comunque, per come si comporta la cella.
  3. Attiva la modalità aereo per togliere una variabile.
  4. Annota watt in ingresso e temperatura ogni cinque minuti, per mezz’ora.
  5. Calcola la media dei sei valori. Quella è la potenza reale, il resto è marketing.
Schema della ricarica wireless Qi2: cavo USB-C, pad Qi base e pad Qi2 a confronto
Cavo, pad Qi base e pad Qi2: potenza certificata e tipo di allineamento.

Un pad Qi2 da 15 W ben alimentato misura 17-19 W in ingresso nei primi minuti, poi scende. Se leggi 5-6 W dall’inizio, il problema è a monte: alimentatore, cavo o modello di telefono.

Per la temperatura usa un termometro a infrarossi puntato sulla scocca, oppure un’app che legga il sensore della batteria. Sopra i 42 °C stabili la ricarica sta lavorando male, qualunque numero ci sia sullo scatolo.

Se la batteria ha più di tre anni, il test va letto con più tolleranza: una cella usurata accetta meno corrente e scalda di più. Come capire se la batteria è da sostituire è il controllo da fare prima di dare la colpa al pad.

TIP. Il numero che conta non è il picco, è l’energia totale. Un pad che tiene 12 W per trenta minuti carica più di uno che tocca 15 W per tre minuti.

Domande frequenti sulla ricarica Qi2

Qi2 ricarica più veloce di Qi?

Sì, ma solo nel caso giusto. Con telefono e pad entrambi Qi2 la potenza resta a 15 W invece di oscillare, quindi i tempi si accorciano. Con un telefono solo Qi il pad Qi2 funziona, però scende al profilo del telefono.

Serve un alimentatore particolare per Qi2?

Serve un alimentatore USB-C con Power Delivery da almeno 20 W per i 15 W e da 30 W per i 25 W. Un caricatore da 5 V e 2 A tiene il pad acceso ma lo blocca alla potenza minima.

Posso usare un pad Qi2 con un telefono che non ha i magneti?

Sì, la ricarica funziona perché Qi2 è retrocompatibile. Però la potenza resta quella che il telefono sa gestire e l’allineamento va centrato a mano, a meno di una cover magnetica.

La ricarica wireless consuma più cicli di quella col cavo?

Non direttamente. Il danno arriva dal calore: a parità di energia, un pad scalda più di un cavo. Se il telefono resta sotto i 40 °C la differenza sui cicli è piccola, se ci resta sopra per ore diventa concreta.

Perché il telefono si scalda tanto sul pad?

Perché una parte dell’energia si perde nell’accoppiamento tra le bobine e diventa calore dentro la scocca. Cover spesse, disallineamento e pad non certificati peggiorano il fenomeno.

Che differenza c’è tra Qi2 e MagSafe?

MagSafe è il nome commerciale che Apple dà alla sua implementazione. Qi2 nasce dalla tecnologia che Apple ha conferito al consorzio. I due sistemi si assomigliano molto, ma solo Qi2 è lo standard aperto che vale anche fuori dall’ecosistema Apple.

Come capisco se il mio telefono è Qi2?

Cerca Qi2 o Magnetic Power Profile nella scheda tecnica sul sito del produttore. Se la voce non c’è, il telefono ricarica in wireless ma senza il profilo magnetico e i 15 W non sono garantiti.

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