Dall’iPhone 11 Pro all’iPhone 18 Pro: 999 dollari diventati 1.199 in sette anni

1.199 dollari contro 999. Nel settembre 2019 l’iPhone 11 Pro partiva da 999 dollari con 64 GB. Oggi l’iPhone 18 Pro parte da 1.199 dollari con 256 GB: 200 dollari in più, il 20%. Il confronto tra i due listini racconta dove è finito il costo di uno smartphone.
La parte interessante non è il numero, è la composizione. Il prezzo è salito insieme alle specifiche, ma non alla stessa velocità.
Cosa c’era nell’iPhone 11 Pro a 999 dollari
Il modello del 2019 arrivava con tre fotocamere dietro: grandangolo, ultra grandangolo e teleobiettivo 2x. Era il primo “Pro” con un sensore in più del modello standard, più il chip U1 per la banda ultralarga che avrebbe poi servito AirDrop e AirTag.
Apple eliminò il livello 3D Touch per fare posto a una batteria più grande. Quattro colori, grigio siderale, verde notte, oro e argento, più porta Lightning. Il taglio base era da 64 GB.
Il listino del 2026, con più memoria e più silicio
L’iPhone 18 Pro parte da 1.199 dollari con 256 GB. Rispetto all’iPhone 17 Pro sono 100 dollari in più, rispetto alle generazioni precedenti 200. La dotazione è cambiata: A20 Pro a 2 nanometri, apertura variabile da f/1.48 a f/4.0 sulla fotocamera principale, Dynamic Island più piccola, camera di vapore più grande e modem C2 progettato in casa.
Il punto è un altro: nel 2024 l’iPhone 16 Pro base costava 999 dollari. In due anni il listino di ingresso è passato da 999 a 1.199.
TIP: quando leggi un confronto tra generazioni guarda la capienza di partenza. 999 dollari per 64 GB nel 2019 e 1.199 dollari per 256 GB nel 2026 non sono lo stesso prodotto. Il rincaro depurato dalla memoria è più basso di 200 dollari, ma non è zero.
La crisi delle RAM c’entra, ma non spiega tutto
Nel 2026 il costo dei moduli di memoria ha rotto gli equilibri del settore. Le fabbriche hanno spostato capacità verso i data center e i produttori di telefoni pagano i chip molto più cari. Apple non è immune: a giugno l’iPad Pro è passato da 999 a 1.199 dollari, il pieghevole iPhone Duo è arrivato a 1.999.
Dentro un telefono la memoria non è una voce come le altre. Una configurazione da 256 GB costa al produttore più di una da 64 GB, ma il salto di prezzo al pubblico è molto più grande del salto di costo. Lì si nasconde la parte di rincaro che i listini non dichiarano.
Sul sito abbiamo raccontato come la crisi della RAM comprime le specifiche dei telefoni di fascia media. La logica è identica: si risparmia dove nessuno guarda.
Perché guardarlo anche se compri Android
Il rincaro di Apple non resta dentro Apple. Tutti i produttori comprano memoria e sensori dagli stessi fornitori, quindi un listino americano in salita diventa un riferimento per il resto del mercato.
Su Android la corsa è già partita: l’aumento del prezzo dell’iPhone 17 ha spinto verso l’alto anche i top di gamma Android. I primi rumor sul Galaxy S27 parlano di listini in crescita. Chi aspettava un anno per spendere meno rischia di trovare un prezzo più caro.
Il confronto più utile oggi è tra Pixel 11 Pro e iPhone 18 Pro: stessa fascia, dove la differenza non la fa l’hardware ma quello che ci gira intorno.
Tre cose da controllare prima di aprire il portafoglio
- Capienza reale. 256 GB sembrano tanti finché non arriva il primo video in 4K a 60 fps. Chi filma ha bisogno del taglio successivo. Lì il salto morde.
- Durata degli aggiornamenti. Un telefono da 1.200 dollari con sette anni di patch costa meno di uno da 700 con tre.
- Momento dell’acquisto. I listini sono saliti due volte in pochi mesi. Comprare al lancio significa pagare il picco.
Domande frequenti
Quanto è cresciuto il prezzo dell’iPhone Pro dal 2019 a oggi?
Da 999 a 1.199 dollari, quindi 200 dollari in più, circa il 20%. Nello stesso periodo la capienza base è passata da 64 a 256 GB.
L’iPhone 18 Pro costa più dell’iPhone 17 Pro?
Sì, 100 dollari in più sul modello base: 1.199 contro 1.099. Il confronto è omogeneo perché entrambi partono da 256 GB.
Il rincaro dipende solo dalla crisi delle RAM?
No. La memoria è la voce che pesa di più nel 2026, ma nel prezzo contano anche sensori, schermi e silicio su nodi più avanzati.
Vale la pena aspettare il prossimo anno?
Dipende da quanto ti serve il telefono adesso. I listini non scendono, semmai si spostano verso l’alto. Aspettare conviene solo per uno sconto sul modello uscente.
Un telefono da 1.199 dollari non è caro perché costa tanto. È caro perché nel 2019 lo stesso gradino di gamma costava 999. Nessuno ha restituito la differenza sotto forma di durata.
