Microsoft offre l’uscita volontaria a 60.000 dipendenti: circa un quarto della forza lavoro

Un’email nella casella di posta, un modulo da firmare entro i primi di dicembre e, per circa 60.000 persone, il rapporto con Microsoft si chiude il 31 dicembre. Non è un licenziamento: è un’uscita volontaria, con supporto economico e risorse per il ricollocamento. Il numero fa rumore lo stesso: vale quasi un quarto della forza lavoro mondiale.
L’annuncio è arrivato lunedì 26 ottobre con un messaggio interno di Amy Coleman, chief people officer. Sullo sfondo c’è la bolletta dell’intelligenza artificiale, che ha spinto la società a ridurre i costi.
Come funziona il Voluntary Exit Offer
Il programma si chiama Voluntary Exit Offer, abbreviato VEO, ed è la prima volta che Microsoft lo usa. Coinvolge solo le organizzazioni che hanno deciso di partecipare, scelte in base alle priorità di business e alle esigenze di organico.
I paletti sono tre. Il primo è geografico: l’offerta vale per Stati Uniti, Canada, India e Regno Unito, quindi l’Italia resta fuori. Il secondo riguarda il livello: possono accedere i dipendenti fino al 70 incluso. Secondo Levels.fyi i livelli 68-70 sono partner e distinguished. Il terzo è il tempo: si decide all’inizio di dicembre e si esce il 31 dicembre.
TIP: il VEO non è un licenziamento collettivo. Nessuno è obbligato ad aderire, l’azienda ha dichiarato di non avere un obiettivo numerico e alcune organizzazioni hanno scelto di restare fuori dal programma.
Perché proprio adesso: la spesa per l’AI
Nessun comunicato ufficiale collega il VEO ai data center, ma i conti raccontano la stessa storia. A luglio Microsoft ha fatto sapere che le spese in conto capitale del trimestre chiuso a settembre avrebbero superato i 50 miliardi di dollari, contro 34,9 miliardi un anno prima. Soldi che finiscono in server e capannoni, non in stipendi.
Nello stesso periodo il flusso di cassa libero è stato di 19,64 miliardi, in calo del 23% su base annua, mentre Alphabet e Amazon hanno chiuso in negativo. Il risultato è una forbice: più infrastruttura, meno persone. La differenza rispetto ai tagli secchi è nel metodo, perché l’organico si riduce con un incentivo all’uscita.
Il precedente di aprile e i tagli di luglio
Il VEO non nasce dal nulla. Ad aprile Microsoft aveva aperto il primo Voluntary Retirement Program della sua storia, per 8.750 dipendenti statunitensi: secondo Coleman circa il 30% degli aventi diritto ha accettato.
A luglio sono arrivati i tagli veri, 4.800 posizioni a livello aziendale, con la divisione Xbox che ha perso 3.200 persone, un quinto del reparto gaming.
Cosa significa per il lavoro tech in Italia e in Europa
L’Italia non è tra i quattro Paesi elencati, quindi nessun dipendente di Microsoft Italia riceverà quella email. Il punto non è chi firma il modulo, è il segnale per le filiali europee. Le controllate seguono la casa madre con qualche trimestre di ritardo e l’uscita volontaria è più facile da esportare di un piano di licenziamenti: non richiede procedure sindacali complesse e non blocca le assunzioni.
Per chi cerca lavoro nel tech italiano l’effetto è indiretto ma reale. Il mercato nostrano non è fatto di grandi aziende di prodotto, ma di PMI e system integrator che lavorano come fornitori. Quando i committenti tagliano i costi interni, la prima voce a scendere sono i contratti con i partner. Il quadro dei tagli nel settore tech aiuta a leggere la direzione.
C’è anche il rovescio della medaglia. La spesa in infrastruttura AI crea domini come data center, reti e sicurezza, dove le competenze scarseggiano: le aziende che riducono l’organico amministrativo cercano tecnici. Lo studio sul 24% di produttività in più con gli strumenti AI va letto in questa luce: la tecnologia non sostituisce il lavoro, lo sposta.
I conti di mercoledì
Mercoledì Microsoft pubblica i risultati del trimestre: si vedrà se il risparmio sull’organico compensa l’aumento delle spese. Il piano di sostituzione dei lavoratori con l’AI ha già mostrato crepe, come raccontato nell’analisi su produttività in calo e licenziamenti in aumento. Un’uscita volontaria ben pagata è più elegante di un taglio secco, non necessariamente più efficace.
Domande frequenti sul Voluntary Exit Offer
Chi può aderire al VEO di Microsoft?
I dipendenti delle organizzazioni che partecipano, con sede nei quattro Paesi elencati, con livello 70 o inferiore.
L’adesione è obbligatoria?
No, è un programma volontario e a tempo. Alcuni reparti di marketing, vendite e ingegneria hanno scelto di restare fuori.
Perché l’Italia non è coinvolta?
L’offerta è stata limitata a quattro Paesi e Microsoft non ha motivato la scelta geografica.
Che differenza c’è con il programma di aprile?
Quello era per 8.750 dipendenti statunitensi con lunga anzianità, fino al livello 67. Il VEO sale al 70 e include i vice presidenti.
Cosa succede a chi resta in azienda?
Le organizzazioni riorganizzano i team in base a chi esce. Non è stato annunciato un numero target di adesioni.
