Tesla cybercab senza volante in vendita entro fine anno: musk ammette che la maggior parte sarà di proprietà dell’azienda

Tesla prevede di iniziare entro la fine del 2026 la vendita del Cybercab, il robotaxi elettrico privo di volante e pedali. L’annuncio arriva mentre il veicolo è ancora al centro di un’indagine della NHTSA, l’autorità federale statunitense per la sicurezza automobilistica. Restano quindi aperti diversi interrogativi sulla possibilità che i privati possano acquistarlo e sulla conformità del modello alle norme vigenti.
tesla cybercab, il robotaxi senza volante sotto esame
Il Cybercab è un’auto elettrica biposto progettata da Tesla per il servizio di trasporto senza conducente. Il modello presenta una configurazione particolare: non dispone di volante, pedali, specchietti laterali né lunotto posteriore. La guida autonoma si basa esclusivamente sulle telecamere, senza ricorrere né al lidar, utilizzato da alcuni concorrenti, né ai radar.
La produzione è iniziata nel febbraio 2026, mentre all’inizio di settembre il veicolo ha cominciato a trasportare passeggeri paganti ad Austin, in Texas. Secondo i dati disponibili nel database statale, in quel momento la flotta Tesla locale comprendeva 45 Cybercab.
Il debutto operativo ha coinciso con l’avvio di un controllo federale. Gli attuali Federal Motor Vehicle Safety Standards prevedono infatti la presenza di comandi manuali, tra cui il pedale del freno, oltre agli specchietti retrovisori. Il Dipartimento dei Trasporti ha proposto di eliminare alcuni di questi obblighi per i veicoli autonomi, ma le disposizioni esistenti restano in vigore.
vendita del cybercab entro la fine dell’anno
Tesla ha dichiarato che il Cybercab sarà messo in vendita entro la fine del 2026. Al momento, però, non risulta l’apertura ufficiale degli ordini. Anche il prezzo non è stato comunicato. Elon Musk aveva indicato, nell’ottobre 2024, una possibile cifra inferiore a 30.000 dollari, pari a circa 234.000 dollari di Hong Kong.
la produzione iniziale destinata alla flotta tesla
Lars Moravy, vicepresidente esecutivo dell’ingegneria di Tesla, ha spiegato che tutti i Cybercab prodotti nella fase iniziale saranno assegnati alla flotta Robotaxi dell’azienda. Solo dopo l’ampliamento del servizio Tesla dovrebbe cominciare a consegnare ai clienti veicoli dotati della configurazione autonoma completa.
Il dirigente ha precisato che la prima fase sarà caratterizzata da numeri ridotti. L’azienda intende comprendere meglio gli aspetti legati alla consegna, alla proprietà dei veicoli e alla gestione delle flotte prima di procedere con un’espansione. Non è stato chiarito chi saranno i primi clienti esterni.
La posizione di Elon Musk appare più netta: il Cybercab sarebbe concepito principalmente come mezzo per il servizio di trasporto, non come automobile privata. Secondo la sua impostazione, la maggior parte dei veicoli resterebbe di proprietà Tesla e verrebbe utilizzata per offrire corse. Per chi desidera acquistare un’auto personale, l’azienda indica invece Model 3, Model Y e Roadster.
indagine nhtsa e dubbi sulla conformità
La NHTSA ha avviato un’Audit Query nel giorno in cui il Cybercab è entrato in servizio. L’indagine riguarda i dati e le procedure utilizzati da Tesla per certificare autonomamente il rispetto degli standard di sicurezza.
Il 10 settembre l’autorità ha inviato a Tesla un ordine speciale con 21 richieste, fissando al 30 settembre il termine per fornire chiarimenti. Tra gli elementi da spiegare figura il modo in cui un veicolo privo di volante, pedali e specchietti possa rispettare le norme federali.
Particolare attenzione è rivolta all’eventuale utilizzo di volante e pedali installati temporaneamente durante la certificazione e successivamente rimossi. Una procedura di questo tipo potrebbe entrare in contrasto con le disposizioni che vietano di rendere inattivi dispositivi di sicurezza previsti dalla legge. In caso di risposta incompleta o non veritiera, Tesla rischierebbe una sanzione massima giornaliera di 27.874 dollari, circa 217.000 dollari di Hong Kong.
Al momento, l’esito dell’indagine non è stato reso noto. Tesla sostiene che il Cybercab rispetti tutti gli standard attualmente in vigore e che non sia necessaria un’esenzione. La normativa consente comunque di richiedere una deroga federale per veicoli senza volante, ma il limite è fissato a 2.500 unità all’anno, una soglia molto distante dai piani aziendali, che prevedono una produzione potenziale di milioni di veicoli.
fsd senza supervisione rinviato al prossimo anno
La stessa riunione sui risultati finanziari ha portato un nuovo rinvio per i proprietari Tesla. Attualmente è disponibile soltanto FSD (Supervised), la versione supervisionata del sistema Full Self-Driving. Il software può gestire numerose attività di guida, ma il conducente deve restare pronto a intervenire in qualsiasi momento.
Elon Musk ha indicato che la modalità FSD senza supervisione dovrebbe arrivare in un momento non specificato del secondo trimestre del 2027. Molti proprietari che hanno acquistato o sottoscritto il sistema negli anni precedenti attendono quindi ancora l’introduzione della funzione completamente autonoma.
Se le tempistiche annunciate saranno rispettate, i clienti interessati alla gestione di flotte potrebbero acquistare prima il Cybercab e utilizzarlo per un servizio Robotaxi. I proprietari di altri modelli Tesla, invece, potrebbero dover attendere più a lungo per utilizzare una capacità autonoma equivalente sulle proprie automobili.
cybercab acquistabile dai privati: prospettive ancora incerte
La possibilità di acquistare il Cybercab nel breve periodo rimane incerta. La produzione iniziale è interamente destinata alla flotta Tesla, il prezzo non è stato comunicato e non sono state fornite indicazioni definitive sulle modalità di ordinazione.
A questi elementi si aggiunge l’indagine della NHTSA. Se l’autorità non dovesse accettare l’autocertificazione dell’azienda, l’avvio delle vendite potrebbe essere rinviato oppure subordinato al ricorso a una procedura di esenzione. Per i privati, quindi, la disponibilità del robotaxi resta al momento soltanto una possibilità annunciata e non ancora concretamente accessibile.
