Perplexity ai sul mac: gli agenti leggono i dati personali senza usare il cloud

Perplexity ai sul mac: gli agenti leggono i dati personali senza usare il cloud
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Perplexity Computer arriva su Mac con una modalità completamente locale, progettata per eseguire modelli di intelligenza artificiale e attività di elaborazione direttamente sul dispositivo. L’obiettivo è consentire la gestione di file personali e applicazioni native senza trasferire automaticamente i dati sensibili sul cloud, pur mantenendo la connessione necessaria per alcune funzioni online.

Perplexity Computer gestisce file, email e applicazioni su Mac

Dopo aver ricevuto l’autorizzazione dell’utente, l’agente AI può accedere ai file presenti sul Mac e interagire con applicazioni come Note, Messaggi, Mail, Keynote e Numbers. Tra le attività indicate rientra l’analisi delle email e dei messaggi recenti per individuare le scadenze e creare successivamente un elenco di attività nell’app Note.

Questo tipo di operazione richiede l’accesso a comunicazioni private, documenti personali e informazioni riservate. La modalità Hybrid Compute, introdotta in precedenza, lasciava l’elaborazione dei file al modello locale, affidando invece ricerca e ragionamento ai modelli cloud. La nuova configurazione punta a mantenere sul Mac anche questi processi.

Perplexity Computer mantiene modelli e file sul dispositivo

Nella modalità locale, modello AI, pianificazione delle attività, ragionamento ed elaborazione dei file vengono eseguiti sul Mac. Il codice e gli strumenti operano all’interno di una sandbox isolata, cioè un ambiente separato dal resto del sistema. Secondo Perplexity, i file vengono inviati al cloud soltanto dopo un’autorizzazione esplicita, anche se questa dichiarazione non risulta verificata da un audit di sicurezza indipendente.

Modelli disponibili nella modalità locale

Al debutto sono previste due alternative: Qwen 3.6 e PPLX Pro, il modello proprietario di Perplexity addestrato nuovamente sulla base di Qwen. I modelli possono essere scaricati e configurati direttamente dall’app, senza dover installare strumenti aggiuntivi come Ollama.

La definizione “completamente locale” non significa che tutte le operazioni possano essere svolte senza connessione. Per ottenere informazioni aggiornate, utilizzare il browser o collegarsi ad applicazioni cloud, è necessario autorizzare l’accesso online. Per le richieste più complesse resta inoltre possibile scegliere tra oltre 15 modelli cloud avanzati.

La modalità locale richiede un Mac con chip Apple

L’accesso è disponibile per gli abbonati ai piani Pro, Max ed Enterprise che utilizzano l’ultima versione dell’app Perplexity per Mac. Il piano Pro costa 20 dollari al mese, oppure 17 dollari mensili con pagamento annuale. Il piano Max ha un prezzo di 200 dollari al mese. Non è stato chiarito in modo uniforme se le attività locali consumino completamente o parzialmente il credito Computer.

Perplexity supporta i Mac dotati di chip Apple e consiglia almeno 36 GB di memoria unificata. Si tratta di una configurazione suggerita, poiché non è stato comunicato un requisito minimo ufficiale né la versione di macOS necessaria.

Compatibilità e memoria richiesta

In base alle specifiche Apple indicate, il Mac mini M6 arriva a un massimo di 32 GB di memoria e non raggiunge la configurazione consigliata. Il Mac mini M5 Pro deve essere scelto con 48 o 64 GB, mentre il Mac Studio con chip M5 Max parte da 36 GB. Di conseguenza, una parte degli utenti con Mac di fascia introduttiva potrebbe non riuscire a utilizzare la modalità locale.

La connessione resta necessaria per messaggi e email

Azioni come l’invio di messaggi, email e inviti a riunioni devono passare dai rispettivi fornitori di servizi e richiedono quindi l’accesso a Internet. Alcuni resoconti hanno indicato la possibilità di eseguire attività senza rete, ma le comunicazioni ufficiali di Perplexity confermano soltanto che i dati sensibili non devono essere trasferiti automaticamente sul cloud, senza dichiarare esplicitamente il supporto offline.

Hybrid Compute come alternativa per i Mac meno potenti

Chi non dispone di memoria sufficiente può utilizzare la modalità Hybrid Compute integrata nella stessa applicazione. Al lancio erano richiesti almeno 24 GB di memoria unificata e macOS 15 o versioni successive, mentre la pagina del prodotto suggerisce attualmente 32 GB.

Secondo quanto riportato da AlphaSignal, prima di inviare una richiesta al cloud, un classificatore sul dispositivo sostituisce con segnaposto alcuni dati come nomi, indirizzi email, numeri di telefono e numeri di account. Dopo la ricezione della risposta, le informazioni vengono ripristinate. Il sistema, però, protegge soltanto i dati che riesce a individuare.

La modalità locale di Perplexity Computer porta gli agenti AI dall’infrastruttura cloud al Mac dell’utente, con un’impostazione adatta soprattutto alla gestione di documenti riservati e attività che non richiedono dati online aggiornati. Resta da verificare se i modelli locali possano raggiungere le prestazioni dei sistemi cloud nelle operazioni di ragionamento più complesse.

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