Arm: l’intelligenza artificiale può svelare i misteri del cancro, ma la carenza di chip rallenta la ricerca

L’intelligenza artificiale potrebbe contribuire a individuare cure contro il cancro oggi ancora fuori dalla portata della ricerca. Secondo Rene Haas, amministratore delegato del gruppo britannico di progettazione di chip Arm, l’evoluzione dei modelli AI e l’aumento della capacità di calcolo potranno affrontare problemi biologici estremamente complessi. Il principale ostacolo attuale resta però la scarsità di chip, energia, data center e personale specializzato, fattori che stanno rallentando la crescita del settore.

intelligenza artificiale e ricerca contro il cancro

Rene Haas ha spiegato che la simulazione di una singola cellula, dell’intero corpo umano o dei marcatori del DNA coinvolti nello sviluppo del cancro richiede una capacità di elaborazione ancora insufficiente. Si tratta di attività caratterizzate da un livello di complessità elevato, che neppure i sistemi informatici attuali riescono a gestire pienamente.

Con l’introduzione di un numero crescente di modelli AI nei computer e con il continuo potenziamento delle infrastrutture di calcolo, la situazione potrebbe cambiare. Haas ritiene che l’intelligenza artificiale riuscirà ad aiutare l’umanità a curare il cancro nel corso della vita delle persone oggi viventi.

chip Arm e sviluppo dei robot dotati di intelligenza artificiale

Haas ha lasciato ad aprile il consiglio di amministrazione della società farmaceutica britannica AstraZeneca e ricopre ora un ruolo di rilievo in SoftBank, il maggiore azionista di Arm. Secondo le sue previsioni, i chip progettati da Arm potrebbero sostenere, entro i prossimi dieci anni, una forte crescita dei robot AI capaci di apprendere in modo autonomo.

Le applicazioni previste comprendono diversi ambiti operativi, dalla produzione industriale alle attività di pulizia e sicurezza, fino alla costruzione e alla manutenzione dei ponti.

robot AI e impatto sul lavoro

La diffusione dei sistemi di intelligenza artificiale alimenta il timore di una perdita di occupazione su larga scala. Rene Haas considera probabile una trasformazione delle modalità di lavoro, ma giudica esagerata l’ipotesi di una completa scomparsa delle opportunità professionali a favore delle macchine.

La sua valutazione è che le nuove possibilità create dall’AI saranno molto più ampie dell’impatto negativo sul mercato del lavoro, nonostante il cambiamento delle mansioni e dei processi produttivi.

carenza di chip e infrastrutture per l’AI

La crescita dell’intelligenza artificiale è condizionata soprattutto dalla capacità di approvvigionamento, più che dalla domanda del mercato. Il settore si trova in una fase di forte tensione dell’offerta, con disponibilità insufficienti di chip, data center, energia e competenze professionali.

Secondo le stime di Haas, questa situazione potrebbe proseguire per altri due o tre anni. Le difficoltà, inizialmente concentrate nei processi di packaging avanzato, si stanno spostando verso la disponibilità di memoria. In particolare, la produzione di memorie ad alta larghezza di banda, note come HBM, e di DRAM rappresenta un possibile fattore decisivo.

Tra i produttori coinvolti nella distribuzione della capacità produttiva figurano Micron e SK Hynix. Un ulteriore limite potrebbe riguardare direttamente la realizzazione dei data center.

risultati finanziari di Arm e domanda di chip AGI

Nel quarto trimestre dell’esercizio fiscale 2026, Arm ha registrato un utile netto di 313 milioni di dollari, in aumento rispetto ai 210 milioni dello stesso periodo precedente. La crescita è stata sostenuta dalla maggiore richiesta dei suoi chip da parte dei data center dedicati all’intelligenza artificiale.

Le notizie sulle difficoltà della catena di approvvigionamento hanno provocato un calo del titolo fino al 5,6%. La domanda dei clienti per le CPU AGI destinate ai carichi di lavoro dell’agentic AI ha superato i 2 miliardi di dollari. Arm ha però bloccato capacità produttiva soltanto per il primo miliardo, mentre la parte restante è ancora oggetto di trattativa.

La società ha inoltre sviluppato con Meta Platforms un chip AGI la cui domanda cumulata ha oltrepassato i 2 miliardi di dollari dal lancio avvenuto a marzo. Le tecnologie Arm per il risparmio energetico sono attualmente impiegate in circa metà dei data center AI presenti nel mondo.

ricerca oncologica AI e nuove evidenze scientifiche

L’impiego dell’intelligenza artificiale nella ricerca sul cancro ha già prodotto risultati iniziali. I team di Biohub e della Columbia University hanno presentato su Nature Genetics due studi dedicati a una piattaforma basata sull’AI.

Il sistema consente di elaborare mappe degli stati delle cellule tumorali e di prevedere con un’accuratezza del 90% le combinazioni di farmaci potenzialmente efficaci. Il risultato rappresenta un nuovo passo nello sviluppo di trattamenti oncologici personalizzati.

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