Il sistema del secondo intercalare potrebbe essere abolito dopo oltre cinquant’anni di utilizzo. L’accelerazione osservata nella rotazione terrestre rende possibile, entro il 2035, la necessità di introdurre per la prima volta un secondo intercalare negativo, una correzione temporale che molte infrastrutture informatiche non sono progettate per gestire.
secondo intercalare: a cosa serve e perché è stato introdotto
Il Tempo coordinato universale (UTC) viene stabilito attraverso orologi atomici estremamente precisi. La rotazione terrestre, invece, non mantiene una velocità costante, perché risente di fenomeni come maree, terremoti e variazioni atmosferiche e oceaniche. Per mantenere l’UTC sincronizzato con il tempo basato sulla rotazione terrestre, indicato come UT1, dal 1972 viene aggiunto occasionalmente un secondo.
L’inserimento avviene nell’ultimo minuto di una giornata, che può così durare 61 secondi e raggiungere le 23:59:60. Dall’introduzione del sistema sono stati aggiunti 27 secondi intercalari, sempre con una correzione positiva. L’eventuale sottrazione di un secondo rappresenterebbe quindi una situazione mai verificatasi.
rotazione terrestre più veloce e rischio del secondo negativo
Negli ultimi anni la Terra ha mostrato una lieve accelerazione della rotazione. Secondo le stime degli astronomi, entro il 2035 esisterebbe una probabilità del 30% di dover applicare il primo secondo intercalare negativo. In questo caso, l’orario passerebbe direttamente da 23:59:58 a 00:00:00, eliminando un secondo.
infrastrutture informatiche impreparate
La maggior parte dei sistemi informatici e dei server NTP, utilizzati per la sincronizzazione degli orologi di rete, è stata sviluppata considerando soltanto l’aggiunta di secondi. Il codice non prevede quindi una correzione temporale all’indietro. Un simile evento potrebbe provocare malfunzionamenti estesi nelle reti di telecomunicazione, nei sistemi elettrici e nella navigazione satellitare.
Il rischio viene paragonato a una nuova crisi informatica simile al Millennium Bug, quando numerosi sistemi non erano preparati alla gestione corretta del cambio di data. In passato, anche i secondi intercalari positivi hanno già causato problemi tecnici:
- Mozilla
- Qantas
- Cloudflare
- Amazon
abolizione del secondo intercalare e nuova soglia di tolleranza
Nel 2022 la Conferenza generale dei pesi e delle misure ha approvato una risoluzione orientata all’abolizione del secondo intercalare entro il 2035. La proposta sottoposta a votazione dall’Ufficio internazionale dei pesi e delle misure, il BIPM, anticiperebbe il calendario fissando il 20 maggio 2027 come riferimento per la modifica.
Il nuovo sistema aumenterebbe inoltre la differenza consentita tra UTC e UT1: dall’attuale limite di 0,9 secondi si passerebbe a una tolleranza massima di un’ora. L’obiettivo sarebbe eliminare alla radice i problemi collegati ai salti di un singolo secondo.
un possibile secondo intercalare sostitutivo
Tra le ipotesi future figura l’introduzione di un “intercalare dell’ora”. La correzione verrebbe effettuata soltanto quando la differenza tra UTC e UT1 raggiungesse un’ora, invece di intervenire ogni volta che fosse necessario compensare una variazione di un secondo.
In base all’attuale andamento della rotazione terrestre, l’accumulo della differenza fino a un’ora richiederebbe almeno mille anni. Se approvata con un’ampia maggioranza, la riforma permetterebbe quindi di evitare per un periodo estremamente lungo le criticità legate alla gestione dei salti temporali nei sistemi digitali.









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