I principali costruttori automobilistici statunitensi chiedono al Congresso di rendere permanente il divieto di vendita, importazione e produzione negli Stati Uniti di veicoli connessi cinesi, oltre che dei relativi software e componenti hardware. La richiesta punta a trasformare le attuali restrizioni amministrative in una norma federale vincolante, da approvare prima della pausa dei lavori del Congresso nel 2026.
auto connesse cinesi, la richiesta dell’industria automobilistica
L’Alliance for Automotive Innovation, organismo che rappresenta aziende come General Motors, Ford, Stellantis, Toyota, Volkswagen e Honda, ha intensificato l’attività di pressione politica. L’associazione ha inviato una lettera ai quattro leader bipartisan del Congresso, sollecitando l’approvazione di una legge contro la commercializzazione negli Stati Uniti di veicoli cinesi dotati di sistemi connessi.
Nella comunicazione, l’amministratore delegato John Bozzella ha evidenziato la crescita internazionale dei produttori cinesi, che starebbero proponendo in diversi mercati veicoli sovvenzionati equipaggiati con software e hardware connessi. Secondo la posizione dell’alleanza, il fenomeno non si è ancora verificato sul territorio statunitense, ma la sua portata e la rapidità di espansione renderebbero necessario un intervento legislativo urgente.
- John Bozzella, amministratore delegato dell’Alliance for Automotive Innovation
- General Motors
- Ford
- Stellantis
- Toyota
- Volkswagen
- Honda
divieto delle auto cinesi, l’appello ai leader del Congresso
La lettera è stata indirizzata a John Thune, leader della maggioranza al Senato, a Chuck Schumer, leader della minoranza, al presidente della Camera Mike Johnson e al leader della minoranza alla Camera Hakeem Jeffries. L’obiettivo indicato è approvare la legge prima dell’interruzione dei lavori parlamentari prevista nel corso dell’anno.
Bozzella ha inoltre segnalato l’avanzata delle aziende cinesi in Europa, Australia, Sud-est asiatico, Messico e Sud America. La presenza crescente in questi mercati viene indicata come un segnale della velocità con cui i veicoli connessi cinesi stanno aumentando la propria quota internazionale.
- John Thune, leader della maggioranza al Senato
- Chuck Schumer, leader della minoranza al Senato
- Mike Johnson, presidente della Camera
- Hakeem Jeffries, leader della minoranza alla Camera
regole amministrative e necessità di una legge federale
Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha già introdotto regole che, di fatto, limitano l’ingresso nel mercato nazionale delle tecnologie cinesi per le auto connesse. Il divieto relativo al software entrerà in vigore per i modelli dell’anno prossimo, mentre quello riguardante l’hardware sarà applicato ai veicoli dell’anno modello 2030.
Le aziende automobilistiche ritengono però che una norma amministrativa possa essere modificata o cancellata da un futuro cambio di amministrazione. Per questo motivo chiedono che le restrizioni siano inserite nella legislazione federale, così da rendere stabile e duraturo il blocco all’accesso dei veicoli connessi cinesi negli Stati Uniti.
leggi statunitensi sui veicoli connessi
Al Senato è già stato presentato il Connected Vehicle Security Act del 2026, identificato come S.4429. Il provvedimento è stato depositato ad aprile da Elissa Slotkin e Bernie Moreno e ha ottenuto l’approvazione unanime della commissione competente.
La proposta amplia l’elenco dei Paesi interessati dalle restrizioni previste dal Dipartimento del Commercio. Oltre a Cina e Russia, il testo include Iran e Corea del Nord. Dal 1° gennaio 2027 verrebbero vietate l’importazione, la produzione, la vendita e la rivendita di veicoli connessi, software e hardware provenienti dai Paesi considerati rilevanti.
- Elissa Slotkin, senatrice statunitense
- Bernie Moreno, senatore statunitense
iniziativa della Camera e conseguenze per il mercato nordamericano
Alla Camera dei rappresentanti, John Moolenaar e Debbie Dingell hanno presentato a maggio una proposta analoga a quella del Senato. Il provvedimento evidenzia un’azione coordinata tra i due partiti e tra i due rami del Congresso.
Dingell aveva inoltre promosso ad aprile una lettera firmata da 73 deputati democratici e indirizzata al presidente Donald Trump, con la richiesta di limitare l’accesso delle case automobilistiche cinesi al mercato statunitense. Secondo le valutazioni dell’industria, il passaggio dalle regole amministrative a una legge nazionale renderebbe più difficile per i produttori cinesi utilizzare Messico o Canada come percorsi alternativi per raggiungere il mercato nordamericano.
- John Moolenaar, deputato repubblicano
- Debbie Dingell, deputata democratica
- Donald Trump, presidente degli Stati Uniti













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