Lexar Muse è un’unità SSD portatile progettata per ridurre al minimo spessore e ingombro. Il dispositivo punta su una struttura estremamente sottile, trasferimenti rapidi e collegamento magnetico allo smartphone, ma introduce anche alcuni elementi proprietari che possono rendere l’utilizzo meno immediato rispetto ai normali SSD esterni.
lexar muse, l’ssd portatile più sottile
La caratteristica principale del Lexar Muse è lo spessore ridotto. Nel punto più spesso misura appena 3,8 millimetri, mentre sui bordi arriva a circa 1 millimetro. Per raggiungere queste dimensioni, Lexar ha adottato una combinazione di circuito stampato ultr sottile, memoria NAND ad alta densità e una struttura interna integrata, studiata per sfruttare al massimo lo spazio disponibile.
L’obiettivo è realizzare un supporto di archiviazione più discreto e facile da trasportare. La riduzione delle dimensioni, però, rappresenta anche uno degli aspetti più discussi del progetto, soprattutto per quanto riguarda la gestione del calore e la semplicità di utilizzo quotidiano.
prestazioni e collegamento magnetico
Il Lexar Muse raggiunge una velocità dichiarata di 1.050 MB/s in lettura e 1.000 MB/s in scrittura. L’SSD è inoltre in grado di gestire contenuti ProRes in 4K a 120 fotogrammi al secondo, prestazioni in linea con quelle di numerose unità portatili presenti sul mercato.
La connessione rappresenta una scelta meno comune. Al posto della consueta porta USB-C, il dispositivo utilizza un connettore magnetico PogoPin proprietario. Per collegare l’SSD allo smartphone è quindi necessario impiegare il cavo incluso nella confezione, senza poter fare affidamento su un normale cavo USB-C.
accessori necessari per l’utilizzo
Il Lexar Muse non dispone di magneti integrati. Per fissarlo a uno smartphone occorre quindi utilizzare una custodia magnetica dedicata. Il sistema richiede la gestione contemporanea di tre componenti: l’SSD, la custodia magnetica e il cavo proprietario.
- SSD Lexar Muse
- Custodia magnetica
- Cavo PogoPin proprietario
dimensioni compatte e dubbi sulla dissipazione
La scelta di puntare su uno spessore così contenuto può comportare alcune limitazioni. Un’unità SSD portatile tradizionale, anche quando è più grande e pesante, può offrire una struttura più resistente e una gestione del calore potenzialmente meno complessa.
Nel caso del Muse, il telaio sigillato e le dimensioni ridotte lasciano poco spazio per dissipare il calore prodotto durante i trasferimenti. L’SSD potrebbe quindi raggiungere temperature elevate quando viene utilizzato per spostare grandi quantità di dati, anche se la fonte non fornisce dati specifici sulle temperature operative.
disponibilità e capacità del lexar muse
Il nuovo SSD portatile Lexar Muse è atteso nel quarto trimestre del 2026. Il dispositivo sarà proposto in due versioni, con capacità di 512 GB e 1 TB. Al momento non sono stati comunicati i prezzi ufficiali, ma il prodotto potrebbe collocarsi in una fascia elevata proprio per le soluzioni tecniche adottate e per il particolare sistema di collegamento.









Lascia un commento