Sony ribadisce che i videogiochi digitali acquistati sul PlayStation Store non diventano di proprietà dell’utente, ma restano soggetti a una licenza d’uso. La posizione è stata espressa in nuovi documenti depositati nell’ambito di una class action avviata da quattro consumatori, che contestano la scarsa chiarezza delle condizioni applicate agli acquisti digitali.
Sony e la controversia sulla proprietà dei giochi digitali
Il 18 giugno, quattro consumatori hanno citato in giudizio Sony sostenendo che la società non avrebbe spiegato in modo sufficientemente evidente la natura degli acquisti effettuati sul PlayStation Store. Secondo l’accusa, gli acquirenti potrebbero essere portati a credere di aver comprato definitivamente un videogioco, mentre la transazione garantirebbe soltanto il diritto di utilizzo del contenuto digitale.
PlayStation Store e il significato dei pulsanti di acquisto
La contestazione riguarda anche le diciture visualizzate durante il pagamento. Per completare una transazione è necessario premere pulsanti come “acquista ora” e “conferma acquisto”. Secondo i ricorrenti, formulazioni di questo tipo suggeriscono l’acquisizione della piena proprietà del prodotto.
L’accusa sostiene che, nelle normali operazioni commerciali, il consumatore associ l’acquisto al trasferimento della proprietà. Nel caso dei videogiochi digitali, invece, sarebbe necessario comprendere autonomamente che l’operazione produce soltanto una licenza, senza che tale distinzione venga resa abbastanza evidente da Sony.
Sony richiama il contratto di licenza per gli utenti
In documenti depositati il 21 agosto, i legali di Sony hanno respinto le accuse. La società sostiene che un consumatore ragionevole non dovrebbe considerare automaticamente ogni acquisto digitale come un trasferimento della proprietà completa del prodotto.
Il contratto di licenza con l’utente finale relativo alle applicazioni PlayStation specifica che il software viene concesso in licenza e non venduto. Lo stesso principio viene applicato ai contenuti virtuali, che sono disponibili per l’utilizzo ma non vengono ceduti in proprietà.
Sony ha inoltre evidenziato che i contenuti digitali possono essere copiati senza limiti. Per questo motivo, secondo la società, il concetto di possesso tipico dei beni fisici non sarebbe applicabile nello stesso modo ai prodotti digitali.
La legge californiana e i possibili effetti sulla causa
La controversia si basa anche sulla legge californiana AB 2426, entrata in vigore nel 2025. La normativa vieta ai venditori di utilizzare parole come “buy” o “purchase” quando possono far pensare all’acquisizione della piena proprietà di un prodotto digitale.
L’uso di questi termini è consentito soltanto se viene fornita una comunicazione chiara e ben visibile, specificando che il cliente riceve una licenza e non la proprietà del contenuto. Se il tribunale dovesse ritenere insufficienti le informazioni offerte da Sony, i pulsanti del PlayStation Store potrebbero essere modificati con formule più precise, come “acquista licenza digitale”.
Sony invia un promemoria agli utenti
Alla fine di agosto, Sony ha inviato ai giocatori un messaggio di posta elettronica dedicato ai termini e agli accordi di utilizzo. L’iniziativa è arrivata mentre la società veniva osservata anche per l’annuncio relativo alla cessazione della produzione dei dischi fisici per PlayStation 5 dal 2028. L’azione è stata interpretata come una possibile misura per ridurre il rischio di future controversie.
Xbox introduce la conversione da disco a licenza digitale
Microsoft ha seguito una strada differente con Xbox. Il 26 agosto ha annunciato la funzione “Disc-to-Digital”, resa disponibile dal 31 agosto in fase di test per gli Xbox Insiders. Il sistema è compatibile con i dischi di Xbox One e Xbox Series X, mentre non supporta i titoli per la prima Xbox e per Xbox 360.
Per attivare la funzione è sufficiente inserire il disco nella console e avviare il gioco una volta. Dopo la verifica, il sistema assegna una licenza digitale permanente, consentendo di giocare senza inserire nuovamente il supporto fisico. Sono inoltre inclusi il supporto a Xbox Play Anywhere e a Xbox Cloud Gaming.
Il disco originale continua a funzionare normalmente. Se viene ceduto, la licenza digitale passa al nuovo proprietario quando il supporto viene inserito nella console, mentre l’autorizzazione associata all’account precedente viene disattivata. La funzione è già compatibile con migliaia di giochi e Microsoft prevede di ampliare gradualmente l’elenco dei titoli supportati.














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