GrapheneOS potrebbe non arrivare sulla serie Google Pixel 11 a causa dell’assenza del supporto alle Memory Tagging Extensions (MTE), una funzione di sicurezza basata sull’architettura ARM. Il team del sistema operativo ha completato soltanto una versione parziale del porting e sta valutando la possibilità di interrompere il progetto per questi dispositivi, concentrando invece le attività sui prossimi smartphone Motorola.
grapheneos e google pixel 11: porting incompleto
Gli sviluppatori di GrapheneOS hanno comunicato di non essere riusciti a portare a termine il lavoro sulla serie Pixel 11. Dopo circa una settimana di attività, il progetto risulta fermo a una versione parziale, perché i nuovi telefoni Google sembrerebbero privi del supporto MTE a livello di software, firmware e, con ogni probabilità, hardware.
Secondo il team, la rimozione di questa tecnologia potrebbe essere stata effettuata per contenere i costi di produzione. L’eventuale assenza rappresenterebbe una rinuncia significativa sul piano della sicurezza, considerando il ruolo svolto dal memory tagging nella protezione contro alcune vulnerabilità legate alla gestione della memoria.
perché il supporto mte è importante per la sicurezza
Le Memory Tagging Extensions sono state introdotte sui dispositivi Pixel a partire dalla serie Pixel 8 e sono rimaste presenti nelle generazioni successive. Si tratta di una funzione attivabile facoltativamente, progettata per ridurre i rischi associati ai bug di sicurezza della memoria, che possono compromettere la protezione di uno smartphone.
Google aveva indicato che questo tipo di vulnerabilità rappresentava oltre il 60% dei problemi di sicurezza ad alta gravità. L’MTE può causare una riduzione delle prestazioni e non tutte le applicazioni risultano compatibili. Per questo motivo, sui precedenti Pixel la funzione era opzionale ed era attivata anche utilizzando la Modalità di protezione avanzata di Android.
come grapheneos utilizza il memory tagging
GrapheneOS impiega l’MTE sull’intero sistema operativo, disabilitandolo solo temporaneamente per alcuni processi specifici del dispositivo. La tecnologia viene utilizzata automaticamente dal sistema e da numerose applicazioni. È inoltre disponibile un comando dedicato per singola app, che consente di escludere i programmi incompatibili.
pixel 11 sconsigliato per chi vuole usare grapheneos
In assenza di una soluzione, il team di GrapheneOS potrebbe decidere di saltare completamente la serie Pixel 11. Gli sviluppatori hanno indicato che i Pixel 8, Pixel 9 e Pixel 10 offrono condizioni di sicurezza migliori per l’installazione della ROM personalizzata.
Per questo motivo, viene fortemente sconsigliato l’acquisto di un Google Pixel 11 a chi considera GrapheneOS un requisito importante. Resta una possibilità per il futuro Pixel 11a, nel caso in cui il dispositivo condivida più caratteristiche con la generazione Pixel 10 e integri il supporto MTE. Le informazioni disponibili sul suo possibile chipset, però, lo avvicinerebbero alla serie Pixel 11.
le altre novità di sicurezza della serie pixel 11
La serie Pixel 11 include comunque diversi aggiornamenti rilevanti per la sicurezza. Tra questi figurano il verified boot protetto post-quantistico, il passaggio da Samsung IMS ad AOSP IMS e il nuovo chip Titan M3. Secondo GrapheneOS, queste migliorie non sono sufficienti a rendere possibile il porting senza il supporto alle MTE.
Al momento, la compatibilità effettiva dei Pixel 11 con questa tecnologia resta da confermare. L’eventuale assenza del memory tagging potrebbe quindi determinare un cambiamento importante nella strategia del progetto, con un possibile spostamento dell’attenzione verso i prossimi dispositivi Motorola.







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