La ricarica del Google Pixel 11 Pro XL raggiunge risultati migliori rispetto alle generazioni precedenti, ma non riesce a trasformare davvero l’esperienza quotidiana. Il supporto ai 45 W richiede infatti accessori specifici, mentre la nuova modalità Extreme Charging risulta indisponibile su alcune unità anche dopo gli aggiornamenti.
google pixel 11 pro xl e ricarica a 45 w
Il Pixel 11 Pro XL si avvicina più degli ultimi modelli alla potenza di ricarica dichiarata da Google. Utilizzando un caricatore Google Pixel Flex da 67 W, il dispositivo ha raggiunto un picco di 40,7 W per circa nove minuti. Il valore supera i 35 W osservati sulle due precedenti generazioni della serie XL e risulta più stabile rispetto a quello di alcuni concorrenti che dichiarano potenze fino a 100 W.
serve un caricatore usb-c specifico
Il principale limite riguarda la compatibilità con gli alimentatori. Per ottenere la massima velocità è necessario un caricatore USB-C con supporto a 21 V e 2 A attraverso il protocollo USB Power Delivery PPS. Sebbene la tecnologia PPS sia ormai diffusa, numerosi alimentatori si fermano a 11 V. Durante le prove, un caricatore PPS da 67 W ha fornito al Pixel 11 Pro XL soltanto 25 W.
La potenza massima non è quindi raggiungibile con qualsiasi accessorio compatibile. Per sfruttare correttamente la ricarica del nuovo smartphone servono requisiti tecnici precisi:
- supporto USB Power Delivery PPS;
- tensione di 21 V;
- corrente di 2 A;
- un alimentatore PPS di nuova generazione e sufficientemente potente.
tempi di ricarica del pixel 11 pro xl
Il miglioramento della potenza non produce differenze rilevanti nei tempi complessivi. Il Pixel 11 Pro XL raggiunge il 50% in circa 21 minuti e il 75% in circa 35 minuti. Il Pixel 10 Pro XL impiegava rispettivamente 23 e 40 minuti, mentre il risultato è sostanzialmente paragonabile a quello del Pixel 9 Pro XL.
La batteria del nuovo modello ha una capacità leggermente inferiore, pari a 5.115 mAh contro i 5.200 mAh della generazione precedente. La ricarica completa richiede circa 69 minuti, un dato migliore rispetto agli 81 minuti del predecessore, ma ancora lento per uno smartphone con supporto dichiarato a 45 W.
un passaggio finale dal 97% al 100%
Durante il test è stato osservato un rapido passaggio dal 97% al 100%. Questo comportamento potrebbe indicare che il sistema consideri completata la ricarica prima dell’effettivo termine del flusso di energia, continuando poi a fornire una carica ridotta. La differenza riguarda comunque soltanto l’ultima parte della capacità complessiva.
extreme charging non sempre disponibile
Google ha previsto una modalità denominata Extreme Charging, pensata per aumentare la velocità accettando temperature più elevate e possibili riduzioni delle prestazioni durante il collegamento all’alimentazione. Secondo le indicazioni dell’azienda, il Pixel 11 Pro XL dovrebbe arrivare al 75% in circa 30 minuti.
La funzione richiede una batteria inferiore al 50% e un alimentatore capace di fornire almeno 30 W. Nonostante la disponibilità di diversi caricabatterie PPS da 21 V in grado di erogare circa 40 W, l’opzione può restare inutilizzabile. In alcuni casi non compare né nelle impostazioni della batteria né nella schermata di blocco, mentre il relativo comando rapido rimane disattivato.
attivazione dopo alcuni giorni
Esperienze raccolte su più unità del Pixel 11 Pro XL indicano che la modalità potrebbe apparire casualmente dopo alcuni giorni di utilizzo. È possibile che il telefono debba completare processi di calibrazione della batteria, ma Google non chiarisce il motivo dell’attesa. Di conseguenza, alcuni dispositivi mostrano ancora la funzione come non disponibile.
pixel 11 pro xl, i limiti della ricarica rapida
Il supporto ai 45 W rappresenta un passo avanti sulla carta, ma non rende il Pixel 11 Pro XL sensibilmente più rapido nel recuperare autonomia. Il dispositivo raggiunge metà carica in tempi simili alle generazioni precedenti, si riscalda più rapidamente e richiede un caricatore con specifiche poco comuni. L’assenza o l’attivazione casuale di Extreme Charging aggiunge un ulteriore limite a un sistema che rimane poco immediato.





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