Il monitoraggio delle attività in background può incidere sul consumo energetico degli smartphone Android. Quando il dispositivo perde autonomia anche durante l’inattività, si surriscalda e richiede più ricariche al giorno, tra le possibili cause rientrano i controlli frequenti effettuati da alcuni servizi di sistema e da Google Play Services.
google e il consumo della batteria in background
Un’attività costante di tracciamento può obbligare lo smartphone a effettuare numerosi collegamenti ai server. In questo modo restano attivi più a lungo il SoC, cioè il processore principale, e i moduli di comunicazione. Il risultato può essere un aumento della temperatura e un rapido esaurimento della batteria, con conseguente incremento dei cicli di ricarica.
Le statistiche energetiche possono indicare soprattutto Android System e Google Play Services tra i processi responsabili. Anche limitare i dati in background delle applicazioni meno utilizzate potrebbe non risolvere completamente il problema. L’analisi delle richieste DNS consente di individuare alcuni domini associati al monitoraggio:
- app-measurement.com
- firebase-settings.crashlytics.com
- Numerosi servizi collegati al dominio .googleapis.com
nextdns per bloccare i tracker su android
un dns privato senza hardware aggiuntivo
Una possibile soluzione consiste nell’utilizzare un servizio DNS privato per impedire il collegamento ai domini di tracciamento. Rispetto a strumenti come Pi-Hole, questa configurazione non richiede l’acquisto né la gestione di un Raspberry Pi.
NextDNS può essere configurato direttamente sullo smartphone oppure sul router di casa. L’impostazione sul router è più pratica quando sono presenti diversi dispositivi Android, come tablet, lettori digitali, smartphone e dispositivi audio portatili, perché applica il blocco all’intera rete.
Il servizio permette inoltre di visualizzare le richieste bloccate nella sezione analytics. In una precedente configurazione sono state bloccate più di 9.000 richieste, con l’obiettivo di ridurre il traffico non necessario e preservare l’autonomia dei dispositivi.
come configurare nextdns sul router wi-fi
La configurazione richiede la creazione di un account NextDNS e il recupero degli indirizzi DNS assegnati al profilo. È possibile utilizzare gli indirizzi IPv6 oppure, per una procedura più semplice, quelli IPv4 disponibili nella dashboard.
Per modificare le impostazioni del router occorre accedere al relativo indirizzo gateway tramite un browser e individuare la sezione dedicata alla connessione:
- Accedere al router tramite l’indirizzo 192.168.1.1 oppure 192.168.0.1.
- Aprire la sezione Internet, WAN o Network Setup.
- Disattivare il DNS automatico fornito dal gestore della connessione.
- Inserire gli indirizzi IPv4 primario e secondario indicati nella dashboard NextDNS, generalmente simili a 45.90.28.XX e 45.90.30.XX.
domini google da aggiungere alla allowlist
Il blocco dei server di monitoraggio può interferire con alcune funzioni essenziali. Applicazioni come WhatsApp possono dipendere da servizi Google per ricevere le notifiche push, mentre il Play Store utilizza determinati domini per la registrazione del dispositivo.
Per evitare malfunzionamenti è quindi necessario inserire nella allowlist i domini indispensabili:
- mtalk.google.com
- android.clients.google.com
Con un servizio DNS privato possono verificarsi falsi positivi. In questi casi, i domini dei servizi utilizzati devono essere aggiunti manualmente alla lista consentita. La stessa procedura può riguardare i domini Apple, compresi quelli legati a iCloud, quando nella rete sono presenti prodotti dell’azienda.
risultati del blocco del tracciamento google
L’utilizzo di NextDNS sul telefono e successivamente sul router può ridurre la velocità di scaricamento della batteria, limitando i collegamenti ai server di tracciamento. La configurazione può essere applicata a un numero illimitato di dispositivi e il piano gratuito comprende fino a 100.000 richieste.
Quando il limite non è sufficiente, è disponibile un piano Pro con richieste illimitate per i dispositivi della rete domestica. In alternativa, chi utilizza già AdGuard può ricorrere ad AdGuard Home seguendo una configurazione analoga.








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