Google One: il tool open source gratuito che sincronizza e salva i file automaticamente

Ridurre la dipendenza da Google senza rinunciare alla protezione dei file è possibile utilizzando strumenti alternativi come Syncthing. Il software open source consente di sincronizzare automaticamente i contenuti tra più dispositivi e, grazie al controllo delle versioni, può essere adattato anche come sistema di backup di base. L’esperienza descritta mostra come sostituire un abbonamento Google One senza incontrare particolari difficoltà.

Syncthing come alternativa a Google One

La scelta di interrompere l’abbonamento a Google One nasce dall’esigenza di utilizzare meno servizi Google e di evitare un costo destinato soprattutto all’aumento dello spazio disponibile. Le funzioni di intelligenza artificiale incluse nei piani premium non risultano indispensabili per le attività quotidiane, mentre la suite di produttività Google continua a essere utilizzata.

Syncthing è gratuito, open source e privo di un limite integrato alla quantità di dati archiviabili. L’unico vincolo è rappresentato dallo spazio fisico disponibile sui dispositivi. Il programma viene impiegato soprattutto per fotografie e video, che vengono trasferiti automaticamente su altri dispositivi quando vengono aggiunti alla cartella dedicata.

Syncthing e backup dei file

Sincronizzazione e backup non indicano la stessa operazione. Syncthing nasce come strumento per mantenere file identici su più dispositivi, mentre un sistema di backup crea una copia separata dei dati originali per proteggerli dalla perdita.

Il software non è progettato come soluzione completa per il backup, ma la funzione File versioning permette di conservarne le versioni precedenti. Quando un file viene eliminato da un dispositivo, non viene necessariamente rimosso subito dagli altri: una versione precedente viene archiviata e può essere recuperata in seguito.

La conservazione delle versioni storiche può essere configurata anche senza una scadenza, così da mantenere una protezione più ampia contro cancellazioni accidentali. La disponibilità di cinque dispositivi consente inoltre di distribuire i file, riducendo il rischio di perdere tutto contemporaneamente.

Configurazione di Syncthing per foto e video

Per i contenuti acquisiti con lo smartphone è preferibile evitare una sincronizzazione bidirezionale. Una configurazione a senso unico permette di trasferire i dati dal telefono al computer, impedendo che una modifica o una cancellazione effettuata sulla destinazione venga propagata alla sorgente.

Syncthing in modalità receive only

Syncthing utilizza normalmente una sincronizzazione bidirezionale. Per impostare un trasferimento unidirezionale è necessario modificare manualmente il tipo di cartella e selezionare Receive only. In questa modalità la cartella riceve gli aggiornamenti, ma ignora le modifiche provenienti dall’esterno.

Il dispositivo che contiene i file originali deve essere configurato come sorgente, mentre quello destinato alla copia deve utilizzare la modalità Receive only. Anche con questa impostazione, mantenere attivo il controllo delle versioni offre una protezione aggiuntiva contro eliminazioni involontarie.

Syncthing su Android e dispositivi sempre attivi

Non esiste un’applicazione ufficiale di Syncthing per Android. Sugli smartphone Android è disponibile Syncthing-Fork, un’alternativa sviluppata da terze parti che consente di utilizzare il sistema di sincronizzazione.

Poiché Syncthing opera tramite una rete peer-to-peer, i dispositivi coinvolti devono essere online affinché il trasferimento dei file possa avvenire. Per una configurazione sempre disponibile è possibile installare il sistema su un dispositivo di archiviazione collegato alla rete, come un network-attached storage.

Utilizzo dello spazio cloud di Google

L’abbandono dell’abbonamento a Google One non comporta la rinuncia completa ai servizi cloud di Google. Gmail, Google Keep, Google Tasks e Google Calendar continuano a conservare i relativi dati nello spazio Google.

Grazie all’utilizzo di Syncthing per fotografie e video, il piano gratuito di Google, che mette a disposizione 15 GB di spazio, risulta sufficiente. Il ricorso al cloud a pagamento diventa quindi necessario solo quando lo spazio aggiuntivo o le funzioni premium sono realmente indispensabili.

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