Pixel 11 integra la ricarica wireless Qi2.2 fino a 25 W e un sistema di magneti Pixelsnap già inserito nella scocca. Il Galaxy S26 Ultra, pur avendo un prezzo più elevato, supporta lo stesso protocollo senza offrire l’aggancio magnetico direttamente dal dispositivo. La differenza incide sull’uso degli accessori, sui costi e sulla libertà di utilizzare lo smartphone senza custodia.
Pixel 11 e Galaxy S26 Ultra: la differenza dei magneti
Google integra Pixelsnap, Samsung sceglie qi2 ready
Il Google Pixel 11 è arrivato sul mercato a metà agosto 2026 con un prezzo iniziale di circa 900 dollari. Il telefono include nativamente la tecnologia Qi2.2, con ricarica wireless fino a 25 W, e una matrice magnetica Pixelsnap posizionata sotto la parte posteriore.
Grazie a questa soluzione, il dispositivo può essere utilizzato immediatamente con diversi accessori magnetici, tra cui supporto ad anello, portafoglio magnetico e base di ricarica. Non è quindi necessaria una custodia aggiuntiva per ottenere l’allineamento corretto.
Il Samsung Galaxy S26 Ultra è stato presentato in precedenza e ha un prezzo di circa 1.300 dollari. Anche questo modello è compatibile con lo standard Qi2.2 e può raggiungere una potenza di ricarica di 25 W, ma non dispone di un anello magnetico integrato nella scocca.
Samsung utilizza la certificazione Qi2 Ready del Wireless Power Consortium. La bobina di ricarica e il supporto software sono presenti, mentre i magneti devono essere forniti dalla custodia scelta. Di conseguenza, l’esperienza magnetica completa richiede un accessorio separato.
Galaxy S26 Ultra e custodie magnetiche: i costi aggiuntivi
La spesa per ottenere l’allineamento magnetico
Il costo di una custodia può sembrare contenuto rispetto al prezzo di uno smartphone premium, ma il confronto con il Pixel 11 evidenzia una differenza concreta. Il modello Google dispone già dell’hardware necessario, mentre il Galaxy S26 Ultra necessita di una soluzione esterna.
Per il Galaxy S26 Ultra sono state considerate diverse custodie magnetiche, con prezzi compresi tra circa 15 e 66,50 dollari. Il costo complessivo del dispositivo può quindi arrivare a circa 1.365,50 dollari, contro i circa 900 dollari del Pixel 11, che non richiede una custodia magnetica per il collegamento agli accessori.
La questione non riguarda soltanto la cifra iniziale. Supporti per auto e portafogli magnetici devono garantire una presa resistente, soprattutto durante gli spostamenti. Le custodie possono utilizzare magneti di diversa qualità e la loro forza non è sempre uniforme.
Una custodia economica o poco efficace può compromettere la stabilità del telefono. La situazione penalizza soprattutto chi preferisce utilizzare il proprio Galaxy S26 Ultra senza custodia, perché in quel caso gli accessori magnetici non possono essere sfruttati.
Galaxy S26 Ultra e S Pen: una spiegazione non valida per tutta la gamma
Il ruolo del digitalizzatore e dello stilo
Il Galaxy S26 Ultra integra una S Pen all’interno della scocca. Il funzionamento dello stilo dipende da uno strato digitalizzatore collocato sotto il display. La presenza di un forte anello magnetico potrebbe provocare zone non funzionanti o imprecisioni nel rilevamento della penna.
Questa motivazione può riguardare il modello Ultra, ma non spiega l’assenza dei magneti dagli altri dispositivi della serie. Il Galaxy S26 e il Galaxy S26+ non includono infatti una S Pen, e anche questi due modelli non presentano un sistema magnetico integrato.
Alcune indiscrezioni della filiera produttiva suggeriscono che il futuro Galaxy S27 potrebbe adottare una disposizione orizzontale delle fotocamere, lasciando maggiore spazio interno per l’inserimento dei magneti. Si tratta però soltanto di voci non confermate. Indicazioni simili erano circolate anche per il Galaxy Z Fold 8, senza trovare riscontro nel prodotto finale.
Custodie Samsung e utilizzo degli accessori magnetici
La percentuale di utenti che usa una custodia
La principale giustificazione per la scelta di Samsung riguarda le abitudini degli utenti. Secondo una ricerca interna attribuita all’azienda, circa l’83% dei possessori di Galaxy utilizza una custodia. Per chi acquista comunque una cover, una custodia magnetica compatibile con Qi2 Ready può risolvere il problema dell’allineamento senza richiedere modifiche interne allo smartphone.
Esistono anche soluzioni di produttori esterni capaci di offrire una presa sufficientemente solida e un’esperienza simile a quella di un sistema magnetico nativo. Alcune custodie premium possono quindi avvicinarsi al comportamento degli accessori MagSafe.
La percentuale dell’83%, però, comprende qualsiasi tipo di custodia: anche una semplice cover in TPU fornita dall’operatore o una custodia robusta acquistata per un precedente telefono. Il dato non dimostra quindi che la maggioranza degli utenti scelga una custodia magnetica certificata WPC, con anello correttamente allineato alla bobina di ricarica.
Apple ha integrato MagSafe negli iPhone nonostante l’elevata diffusione delle custodie. Google ha seguito una direzione analoga con Pixelsnap, prima sul Pixel 10 nel 2025 e poi con un sistema rafforzato sul Pixel 11. Samsung resta invece l’unico dei tre produttori a non includere i magneti direttamente nella scocca.






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