Syncthing rappresenta un’alternativa open source a Google Drive per il backup automatico dei dati dello smartphone. Il sistema consente di sincronizzare file e cartelle tra dispositivi diversi, senza dipendere necessariamente da un abbonamento cloud. La soluzione è particolarmente interessante per chi desidera maggiore controllo su foto, video, documenti e copie di sicurezza.
syncthing come alternativa a google drive
un sistema open source per il backup dello smartphone
Syncthing è uno strumento open source progettato per la sincronizzazione dei file tra due o più dispositivi. Il funzionamento si basa su una comunicazione peer-to-peer e permette di collegare smartphone, computer e dispositivi NAS, cioè sistemi di archiviazione connessi alla rete.
Il servizio è compatibile con i principali sistemi operativi e può essere utilizzato anche su Android tramite un’applicazione di terze parti disponibile sul Play Store. L’app ufficiale di Syncthing è stata interrotta nel 2024; l’applicazione considerata più affidabile dalla community è Syncthing-Fork.
La scelta di utilizzare Syncthing nasce anche dai cambiamenti collegati a Google Drive e Google One. I backup dello smartphone rientrano nello spazio di archiviazione disponibile, mentre l’app desktop di Google Drive non supporta più il backup automatico delle fotografie. Per gli account non abbonati a Google One, il limite resta fissato a 15 GB, una quantità che può esaurirsi rapidamente con foto, video e backup di WhatsApp.
come funziona la sincronizzazione di syncthing
Syncthing sincronizza i contenuti quando i dispositivi coinvolti possono comunicare e risultano online nello stesso momento. Se lo smartphone è connesso ma il computer è spento, il trasferimento non può avvenire. Quando il computer viene acceso, la sincronizzazione dei contenuti configurati procede in background.
Il sistema può essere utilizzato tra smartphone e computer oppure collegato a un NAS. Quando i dispositivi si trovano sulla stessa rete, la velocità di trasferimento può risultare superiore rispetto a quella di un servizio cloud, soprattutto durante la copia di file voluminosi.
La configurazione consente di stabilire numerose condizioni operative:
- impostare un dispositivo come destinazione che riceve soltanto i dati;
- abilitare la sincronizzazione bidirezionale delle cartelle;
- limitare i trasferimenti alle connessioni Wi-Fi;
- selezionare reti specifiche per la sincronizzazione;
- programmare il backup dello smartphone durante la ricarica notturna;
- collegare più dispositivi con impostazioni differenti.
come configurare syncthing-fork su android
Per iniziare a utilizzare Syncthing con il telefono è necessario installare Syncthing-Fork e predisporre l’applicazione compatibile sul dispositivo destinato a ricevere i backup. Dopo aver concesso le autorizzazioni richieste, i dispositivi devono essere associati attraverso la sezione dedicata.
- Installare Syncthing-Fork dal Play Store.
- Scaricare l’applicazione corrispondente per il computer o per il dispositivo utilizzato come destinazione.
- Concedere a entrambe le applicazioni tutti i permessi necessari.
- Aprire la sezione Dispositivi nell’app Android e selezionare il pulsante +.
- Scansionare il codice QR mostrato dall’app sul computer oppure inserire il Device ID nella Syncthing Web GUI.
- Accettare la richiesta di connessione sull’altro dispositivo.
creare una cartella per il backup
Una volta completato il collegamento, occorre scegliere la cartella dello smartphone da sincronizzare e definire la direzione del trasferimento. Il percorso della cartella può avere una struttura simile a /storage/emulated/0/NomeCartella.
- Aprire la scheda Cartelle in Syncthing-Fork.
- Selezionare + per creare o condividere una cartella.
- Scegliere la cartella contenente i dati da copiare.
- Impostare la modalità sincronizzazione, solo invio oppure solo ricezione.
perché syncthing può sostituire google drive
Dopo la configurazione, Syncthing permette di trasferire quotidianamente immagini, video e documenti verso un computer o un NAS, senza preoccuparsi del superamento di un limite di archiviazione cloud. Il servizio è gratuito e offre un controllo più preciso sulla gestione dei backup.
L’impostazione iniziale richiede più passaggi rispetto a Google Drive, che risulta più immediato per l’utente. Una volta completata la configurazione, però, la sincronizzazione automatica consente di gestire i dati senza dover ricorrere necessariamente a un abbonamento Google One.








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