Una ricerca sottoposta a revisione paritaria ha analizzato l’affidabilità dei dischi rigidi utilizzati nei data center Backblaze, mettendo a confronto i principali produttori e considerando anche l’effetto di anzianità, temperatura e capacità di archiviazione. I risultati evidenziano differenze rilevanti tra i marchi, ma mostrano anche perché i dati raccolti in ambiente aziendale non possano essere trasferiti automaticamente ai computer domestici.
affidabilità dei dischi rigidi: il confronto tra i marchi
Lo studio, realizzato da Christoph Siemroth dell’Essex University e Yeomyung Park della Sungkyunkwan University, ha esaminato 443.156 dischi rigidi impiegati nei data center Backblaze tra il 2013 e il secondo trimestre del 2025. Il campione comprende oltre 1,66 milioni di anni di utilizzo complessivi, distribuiti su un periodo di dodici anni.
A parità di condizioni, i dischi HGST hanno registrato un tasso di guasto pari al 41% di quello osservato per Seagate. Western Digital si è attestata intorno al 52% del valore di Seagate, mentre Toshiba ha raggiunto il 107%. HGST risulta quindi il marchio più affidabile nell’analisi, anche se non è più commercializzato come linea indipendente dopo l’acquisizione da parte di Western Digital nel 2012.
perché lo studio ha corretto i dati di affidabilità
La ricerca ha adottato un metodo diverso dai consueti rapporti trimestrali di Backblaze. Il semplice confronto tra i dischi ancora in funzione può risultare distorto, perché i diversi modelli vengono installati in periodi differenti e hanno quindi anzianità non comparabili.
HGST rappresentava la maggior parte delle nuove installazioni nel 2014, Seagate era il fornitore principale dal 2015 al 2020, Toshiba ha raggiunto il picco nel 2023 e Western Digital ha prevalso nel 2024. Per ridurre questo squilibrio, i ricercatori hanno escluso 146.943 unità, pari al 31% del campione, ritirate prima di mostrare un guasto, probabilmente per aggiornamenti verso dischi con capacità maggiore.
invecchiamento e temperatura influenzano i guasti
Il comportamento di Toshiba cambia in modo particolarmente evidente con l’invecchiamento: dopo 60 mesi di servizio, il tasso mensile di guasto aumenta di oltre quattro volte. Tra 50 e 100 mesi, il marchio raggiunge 5-6 guasti ogni mille dischi al mese, mentre gli altri produttori restano generalmente sotto quota 2,5.
I modelli Seagate più recenti presentano il tasso di guasto più alto nel periodo iniziale, ma l’incremento nel tempo è meno marcato rispetto a Toshiba. Anche la temperatura incide sulla durata: ogni grado aggiuntivo aumenta i guasti del 2,1%, mentre un incremento di dieci gradi comporta una crescita composta di circa 23%. Al contrario, ogni terabyte aggiuntivo è associato a una riduzione dei guasti del 3,4%, forse grazie a tecnologie più recenti, come i contenitori riempiti di elio e i miglioramenti nella produzione delle testine.
limiti dei dati per i computer domestici
I risultati non sono necessariamente applicabili ai PC consumer o ai sistemi di archiviazione casalinghi. I dati provengono infatti da dischi di livello enterprise utilizzati nei data center e non includono le informazioni sui carichi di lavoro specifici di ciascun produttore. Inoltre, solo lo 0,52% delle unità ha superato dieci anni di funzionamento: le conclusioni descrivono soprattutto l’affidabilità iniziale e intermedia, non l’intero ciclo di vita.
tasso di guasto dei dischi backblaze nel 2025
Il rapporto annuale pubblicato da Backblaze nel febbraio 2026 indica un tasso annuo complessivo di guasto dell’1,36% nel 2025, in calo rispetto all’1,57% del 2024 e all’1,70% del 2023. Il modello Toshiba MG08ACA16TEY da 16 TB è passato dal 16,95% del terzo trimestre al 4,14% del quarto, dopo un aggiornamento del firmware.
Nello stesso periodo, il Seagate ST10000NM0086 ha registrato il 5,23%. L’HGST HUH728080ALE600 da 8 TB è invece salito al 10,29%, per la prima volta oltre la soglia del 10%. Escluse temperatura e ventilazione, Backblaze ha ipotizzato un problema legato alle vibrazioni e ha iniziato a ritirare le unità, ormai operative da circa sette anni e mezzo. I dati confermano quindi che le prestazioni dei singoli modelli possono variare in base a firmware, condizioni operative e usura, anche all’interno di marchi con affidabilità complessivamente differente.













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