Oltre 20 modelli di router prodotti in Cina conterrebbero una backdoor preinstallata capace di esporre reti domestiche, piccoli uffici e laboratori. La ricerca di VulnCheck segnala collegamenti automatici verso indirizzi IP e domini registrati in Cina, con il rischio di un controllo remoto dei dispositivi connessi.
router Zbtlink e la backdoor Endlessdoors
La società di sicurezza informatica VulnCheck ha individuato una minaccia denominata “Endlessdoors”, cioè “porte senza fine”. Il problema riguarda router commercializzati con i marchi Zbtlink, Wiflyer e altri brand senza etichetta, prodotti dall’azienda cinese Shenzhen Zbtlink Electronics.
Durante il normale funzionamento, i dispositivi inviano automaticamente un segnale di connessione ogni 35 secondi verso specifici indirizzi IP e domini. Questa attività può consentire a soggetti esterni di raggiungere il router e di accedere alla rete locale.
rctl consente il controllo remoto della rete
All’interno dei router è stato rilevato un programma nascosto chiamato “rctl”. Il componente non necessita dell’apertura di una porta accessibile da Internet, poiché stabilisce autonomamente una connessione TCP in uscita.
Se un attaccante riuscisse a controllare il dominio o il server di riferimento, potrebbe inviare comandi al dispositivo ottenendo privilegi massimi. Da quel punto, l’accesso potrebbe estendersi a computer, server e dispositivi mobili collegati alla stessa rete locale.
perché il firmware non sarebbe sufficiente
Secondo i ricercatori, non si tratterebbe di una normale vulnerabilità software, ma di un programma inserito direttamente nel dispositivo. Per questa ragione, un semplice aggiornamento del firmware non sarebbe sufficiente a rimuovere il rischio. La misura indicata consiste nella sostituzione completa del router.
router economici venduti su Amazon e Alibaba
I dispositivi interessati sono spesso router dal prezzo contenuto, distribuiti su piattaforme di commercio elettronico come Amazon e Alibaba. Tra gli acquirenti figurano soprattutto piccole imprese, laboratori universitari e utenti degli uffici domestici.
Molti possessori potrebbero non sapere che il dispositivo include una funzione di accesso remoto nascosta. In caso di compromissione, gli aggressori potrebbero entrare nella rete e consultare dati sensibili e risorse condivise.
almeno 100 mila router potenzialmente coinvolti
Le stime disponibili indicano che nel mondo sarebbero già in uso almeno 100.000 router interessati. Non è ancora possibile stabilire con precisione in quali aree geografiche siano distribuiti tutti gli apparecchi.
Shenzhen Zbtlink Electronics non ha fornito finora una risposta alle accuse. Intanto, negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali cresce l’attenzione sulla sicurezza dei dispositivi di rete stranieri. La Federal Communications Commission ha già rafforzato i controlli e le limitazioni all’importazione dei router destinati ai consumatori per motivi di sicurezza nazionale.










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