Telefono android economico: quanto è difficile realizzarlo durante la carenza di ram

lo scenario attuale riguarda l’aumento dei costi delle memorie e le ripercussioni sui prezzi dei telefoni. un rapporto di Counterpoint Research mette in luce come la variazione dei prezzi della memoria influenzi in modo significativo la struttura dei costi di produzione, con effetti più marcati sui dispositivi di fascia entry-level rispetto ai modelli di punta.

aumento dei costi della memoria e impatto sui dispositivi

secondo l’analisi, il prezzo della DRAM è cresciuto di oltre il 50% rispetto al quarto trimestre 2025, mentre la NAND Flash ha registrato un incremento superiore al 90%, tutto entro un arco temporale di mesi. tali rialzi si traducono in un incremento del boM (bill of materials) per i dispositivi, con conseguenze particolarmente pesanti per i modelli entry-level.

boM e ripartizione per fascia di prezzo

  • low-end (prezzi all’ingrosso < 200$): con una configurazione tipica di 6GB LPDDR4X + 128GB eMMC, la variazione del boM nel primo trimestre 2026 si attesta intorno al 25% QoQ; la memoria rappresenta circa 43% dell’intero boM.
  • mid-end (circa 400–600$): una configurazione comune di 8GB LPDDR5X + 256GB UFS 4.0 vede, nel primo trimestre 2026, una quota di DRAM pari al 14% e di NAND al 11% del boM; è previsto un aumento a 20% e 16% rispettivamente nel secondo trimestre 2026.
  • premium e flagship (prezzi > 800$): i modelli di fascia alta affrontano pressioni di costo sia per la memoria ad alta capacità sia per i SoC di ultima generazione; per una configurazione di 16GB LPDDR5X HKMG + 512GB UFS 4.1, si prevede un aumento del boM di 100–150$ entro il secondo trimestre 2026, con DRAM al 23% e NAND al 18% del totale.

in sintesi, le componenti più onerose (DRAM e NAND Flash) pesano di più sul boM degli smartphone entry-level, rispetto ai modelli di fascia superiore. tali dinamiche potrebbero guidare scelte di mercato differenti, spingendo produttori a strategie di contenimento costi e a cicli di prodotto più sobri.

i marchi potrebbero attenuare l’impatto riducendo l’offerta e privilegiando produzioni limitate, oltre a generare aggiornamenti generazionali meno radicali finché la stabilizzazione dei prezzi non si concretizza. una gestione di questa natura si è già vista in passato quando i portfolio hanno mostrato linee meno aggressive e varianti meno distinte.

un esempio pratico si è avuto con la gamma di mainline di samsung, dove la gestione della lineup ha mostrato differenze tra i modelli: il salto tra generazioni non sempre coincide con maggiori prestazioni percepibili, ma può comportare variazioni di prezzo e di configurazione tra i modelli.

counterpoint non considera questo scenario come norma assoluta, ipotizzando un aumento di prezzo compreso tra 150 e 200$ per i top di gamma nel corrente anno, mentre per i dispositivi entry-level l’aumento medio potrebbe attestarsi attorno a 30$.

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