verizon ha avviato una azione legale contro t-mobile per presunte pratiche pubblicitarie ingannevoli, sostenendo il mancato rispetto delle raccomandazioni della National Advertising Division (NAD). in risposta, t-mobile ha depositato una risposta formale nel procedimento, contestando le argomentazioni e sottolineando che i calcoli di valore possano essere superiori a 1.000 dollari se valutati nel contesto delle offerte incluse. il quadro resta incerto e la strada legale potrebbe sfociare in un processo o in un possibile accordo.
verizon contro t-mobile: contenzioso per pubblicità ingannevole
contesto e argomentazioni principali
la accusa principale ruota attorno all’affermazione di t-mobile secondo cui i clienti potrebbero risparmiare fino a 1.000 dollari con il Better Value Plan. verizon sostiene che tale confronto trascura le proprie offerte promozionali e si basa su cifre gonfiate, offrendo una lettura distorta del valore complessivo per il consumatore.
la posizione di t-mobile
secondo t-mobile, verizon non ha dimostrato una probabilità di successo sul merito della controversia. viene inoltre evidenziato che il Better Value Plan comprende servizi aggregati come streaming, connettività satellitare e altri vantaggi che, separatamente, potrebbero superare i 1.000 dollari rispetto a piani comparabili di verizon.
ulteriori elementi e rilievi
altro tema sollevato da t-mobile riguarda il fatto che verizon abbia rimosso lo strumento “Switch to Verizon” prima della querela, ritenendo che la funzione si basasse su ipotesi di valutazione e non attribuisse i benefici inclusi da t-mobile. t-mobile aggiunge che la verizon non ha dimostrato danni irreparabili e descrive gli eventuali danni come speculativi, sottolineando anche che la campagne di risparmio di verizon erano già in circolazione dal 2024, il che suggerisce una possibile mancanza di urgenza nel ricorso legale.
stato attuale e scenari futuri
al momento non è chiaro quale parte possa avere la ragione giuridica definitiva. non è noto con certezza quando la causa procederà in tribunale, e resta possibile una risoluzione extragiudiziale tramite accordo. il contesto competitivo nel settore delle telecomunicazioni ha mostrato una tensione crescente nel 2025, che potrebbe accompagnare l’evoluzione della disputa anche nel 2026.
la situazione rimane dinamica: la decisione finale potrebbe dipendere da future analisi normative e dall’esito di eventuali negoziati tra le parti, con una forte attenzione alle pratiche di pubblicità comparativa e ai criteri di calcolo del valore percepito dai consumatori.












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