l’attuale scenario legislativo in Colorado mira a introdurre un sistema di attestazione dell’età sui dispositivi informatici, delegando la verifica al sistema operativo al momento della prima configurazione. l’obiettivo principale è proteggere i minori dall’esposizione a contenuti sensibili e da rischi legati all’uso dei social, definendo una classificazione di età gestita direttamente dal dispositivo invece che a livello di singola applicazione.
attestazione dell’età sui dispositivi informatici
la proposta SB26-051, presentata dai legislatori senatore matt ball e rappresentante amy paschal, richiama l’esempio della legge californiana per affidare la verifica dell’età ai fornitori di sistemi operativi. si propone che aziende come Microsoft, Google e Apple si occupino della verifica al momento della configurazione del dispositivo, spostando l’onere dall’applicazione al punto di ingresso del sistema.
funzionamento previsto a livello di sistema operativo
nella pratica, la verifica avverrebbe durante la configurazione iniziale di un nuovo dispositivo, generando un segnale digitale di età che le app possono utilizzare per stabilire l’accesso. l’OS non fornirebbe la data di nascita esatta, ma assegnerà l’utente a una delle quattro fasce: sotto i 13 anni, 13-16, 16-18, 18 anni e oltre.
categorie di età
la suddivisione in quattro fasce consente di applicare controlli adeguati senza rivelare l’età specifica agli sviluppatori. questa impostazione mira a prevenire l’accesso a contenuti non idonei per i minori, mantenendo al contempo una soglia di affidabilità basata sul segnale di età generato dall’OS.
criteri di condivisione dati e limiti applicativi
la normativa prevede che l’OS possa condividere solo le informazioni strettamente necessarie per conformarsi alla legge e vieta la trasmissione dell’«età» a terze parti per fini non previsti. tale approccio riduce la dispersione di dati e limita gli usi non autorizzati delle informazioni di età.
limiti e criticità
alcune criticità emergono già dall’attuale testo: la protezione riguarda esclusivamente le app, lasciando fuori i siti web; non viene specificata una metodologia chiara per determinare l’età, aprendo potenziali margini di manomissione da parte dell’utente che gestisce l’account; soprattutto, non è chiaro come si possa impedire la falsificazione delle informazioni all’impostazione del dispositivo.
tempo di attuazione e prospettive
in caso di approvazione, l’entrata in vigore è prevista per il 1 gennaio 2028. l’esito finale potrebbe dipendere da un referendum nel corso dell’anno elettorale, qualora venga presentata una petizione entro novanta giorni dalla chiusura della sessione legislativa.
l’iniziativa si inserisce in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza online dei minori e al controllo dei dati personali, con potenziali riflessi significativi sul modo in cui le aziende gestiscono la verifica dell’età a livello di dispositivo.











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