un’analisi sintetica del rapporto anti‑frode 2025 di Whoscall evidenzia le dinamiche delle frodi digitali in asia, offrendo una lettura chiara delle tendenze, delle variazioni tra i mercati e delle tipologie di minaccia più diffuse. il documento quantifica le attività rilevate e propone indicazioni utili per la protezione degli utenti di fronte a nuove modalità di deception online.
andamento delle frodi digitali in asia nel 2025
l’analisi registra una portata globale notevole, con 60 miliardi di chiamate e messaggi provenienti da numeri sconosciuti identificati nel corso dell’anno, e un volume di 4,8e8 segnali di frode riconosciuti, pari all’8% del totale monitorato. nonostante una contrazione in alcune aree, le minacce si ampliano soprattutto sui canali digitali, dove link dannosi e pagine di phishing rappresentano oltre il 60% dei link sospetti e l’uso di malware resta una minaccia costante.
panorama regionale e principali indicatori
per quanto riguarda il profilo regionale, la situazione mostra differenze significative tra paesi. in thailandia, il numero di frodi si mantiene al livello più alto con 173 milioni di chiamate e messaggi rilevati, registrando una crescita annua di circa 3,16%. taiwan e hong kong riportano una diminuzione complessiva, ma con dati preoccupanti sul fronte della protezione dei dati personali. taiwan registra una riduzione annuale del 36,97% e hong kong una flessione del 27%, mentre la perdita di numeri di telefono a hong kong raggiunge il 65,72%, valore tra i più alti della regione. al contempo, malaysia, philippines e japan mostrano aumenti rispettivamente del 14,37%, 7,52% e 14,73%.
pericoli legati alle frodi sui messaggi
nell’ambito delle frodi tramite messaggi, la categoria di maggior interesse rimane quella dei prestiti, che rappresenta circa l’80% di tutte le frodi di questo tipo. le campagne si avvalgono di messaggi che enfatizzano “approvazione rapida” o “senza garante” per stimolare click e risposte. le frodi che impersonano istituzioni finanziarie non cessano di aumentare e costituiscono quasi il 10% del totale dei messaggi ingannevoli. oltre a ciò, si osservano anche frodi di pagamento che chiedono un immediato saldo per evitare interruzioni di servizio.
tipologie di link dannosi e rischi associati
l’analisi evidenzia che le minacce tramite link sono concentrate su due-filoni principali: download di malware e applicazioni (35,72%) e siti di phishing (30,52%). Combinati, superano il 60% delle fonti sospette. tali link spesso si camuffano da pagine di pagamento, conferma account o consultazione di spedizioni, inducendo l’utente a esporre dati personali o scaricare software malevoli. restano presenti anche frodi legate allo shopping online (4,1%), attività di gioco d’azzardo (1,8%) e investimenti finanziari (1,22%).
l’analisi basata sugli screenshot e i rischi di pagamento
grazie all’uso di una funzione di verifica rapida degli screenshot, emergono ulteriori indicazioni: tra i contenuti etichettati come alto rischio, le frodi di pagamento rappresentano circa il 31%, spesso travestite da avvisi di utenze pubbliche o di parcheggio, con link a pagamenti immediati. le frodi legate a investimenti raggiungono circa il 19%, mentre i casi di “account sospetti” sfiorano il 15,4%.
dimensione transfrontaliera delle frodi e misure preventive
lo scenario descrive un’espansione transfrontaliera delle attività illegali: le frodi non restano confinante a un singolo stato ma si strutturano come operazioni coordinate, richiedendo cooperazione tra enti governativi, aziende e utenti. il rapporto invita a verificare sempre la provenienza di avvisi relativi a pagamenti o anomalie sull’account tramite app ufficiali o canali di assistenza certificati, evitando clic su link non verificati. una maggiore cautela sui numeri di telefono ricevuti, soprattutto quando accompagnati da richieste di contatto o di disponibilità di credito, è indicata come prima difesa contro le frodi via messaggi e link malevoli.
già disponibili indicazioni pratiche per rafforzare la sicurezza digitale includono l’utilizzo esclusivo di canali ufficiali, la verifica indipendente delle comunicazioni e la sensibilizzazione continua sui rischi legati a prestiti lampeggianti o notifiche di account in anomalia. mantenere aggiornati i sistemi e diffidare da richieste di dati sensibili in risposta a messaggi non autenticati costituisce la base operativa per ridurre l’esposizione alle frodi.














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