Design liquido vetro apple nelle app android frustra gli utenti

l’evoluzione del design mobile continua a mostrare una convergenza tra linguaggi iOS e linee guida android. nel contesto odierno, la tendenza denominata Liquid Glass emerge spesso nelle app su android, spostando l’attenzione verso interfacce lucide e traslucide. questa analisi sintetizza come tale estetica si intrecci con material you e material 3 expressive, quali implementazioni si osservano in casi concreti e quali scelte potrebbero garantire coerenza e usabilità su istruzioni di design ufficiali.

il fenomeno liquid glass e le sue ripercussioni su android

la Liquid Glass si distingue per una sensazione di trasparenza e profondità, con elementi grafici che sembrano fluttuare su uno sfondo uniforme. in alcune applicazioni, questa estetica crea interfacce che ricordano lo stile ios, con pulsanti circolari flottanti, barre operative posizionate in basso e una palette cromatica meno vivace. l’effetto è visivamente attraente, ma può risultare estraneo rispetto alle convenzioni tipiche di android.

livelli di integrazione tra android e ios

alcune soluzioni adottano pacchetti di design ispirati al Liquid Glass tramite launcher o componenti di terze parti. il punto critico non è la possibilità di scelta, bensì la preferenza di alcuni sviluppatori di applicazioni per il linguaggio visivo di apple come impostazione predefinita, anziché aderire a material 3 expressive di google. questa preferenza può generare un’esperienza che appare poco coerente con le abitudini e le aspettative degli utenti android.

esempi concreti di app interessate

tra le applicazioni osservate, obsidian si distingue per una interfaccia molto vicina al modello ios. la UI utilizza pulsanti circolari flottanti nelle aree superiori e una barra flottante in fondo, con una palette che tende a eliminare colori vivaci. l’esperienza è rapida e reattiva, ma resta auspicabile un adattamento maggiore al contesto android per una coerenza estetica.

obsidian: proposte di ottimizzazione

una possibile differenziazione dall’estetica di apple potrebbe partire dalla forma dei due pulsanti flottanti: ispirata a google, si potrebbe optare per una circonferenza appiattita, con profili superiori e inferiori più stretti e lati allungati. eliminare le ombre sotto i pulsanti potrebbe contribuire a un look più tipico di android, mantenendo però l’effetto tattile e la reattività dell’interfaccia.

influenzare le scelte con la coerenza di brand

alcune realtà orientate al prodotto preferiscono mantenere un design system proprietario capace di garantire coerenza tra diverse piattaforme. un esempio è robinhood, che presenta una UI uniforme senza elementi liquid glass o expressive di google, offrendo invece una linea visiva affidabile e riconoscibile ovunque ci si trovi. questo tipo di approccio dimostra che la coerenza del marchio può essere un valore aggiunto, se accompagnata da una user experience ben calibrata su android.

verso una strada unica e performante

il dibattito attuale resta su material you e sul potenziale material 3 expressive. se impiegato correttamente, material you consente di applicare la colorimetria del dispositivo alle UI delle app, offrendo un’esperienza visiva armoniosa e meno invasiva. l’auspicio è che lo sviluppo rifletta tali potenzialità, evitando ibridazioni poco sincronizzate che impattano sull’usabilità su android.

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