Questo testo presenta un confronto tra le esperienze di utilizzo di Google Maps e Apple Maps su dispositivi iOS, evidenziando l’impatto della mancanza del supporto al picture-in-picture e le ripercussioni sulla navigazione quotidiana. Si prendono in esame ambiti pratici, transizioni tra sistemi operativi e l’uso su smartphone moderni, inclusa la convivenza tra Android e iPhone 16e nel corso di periodi di prova.
map su iphone: mancanza del picture-in-picture frena l’esperienza di navigazione
Nel passaggio da sistemi aperti a quelli chiusi, emerge come Google Maps risulti completo per le esigenze di orientamento, mentre Apple Maps, pur presente, non offre la stessa completezza. La mancanza del PiP su iPhone comporta che la schermata di navigazione scompaia spostando l’attenzione su un’altra app, senza un indicatore utile sullo schermo principale. Questa lacuna incide significativamente sull’efficienza della guida quotidiana e della consultazione di contenuti durante la navigazione.
Nei dispositivi Android, il PiP è disponibile in molte situazioni e consente di continuare a ricevere indicazioni pur utilizzando altre applicazioni. Su iPhone, né le app di navigazione ufficiali né quelle concorrenti offrono una gestione equivalente del PiP, lasciando l’utente con una visualizzazione ridotta e poco pratica durante l’uso in multitasking. Il silenzio relativo delle aziende sui tempi di intervento aggiunge incertezza per chi dipende dall’aggiornamento continuativo della funzione.
Durante un periodo di utilizzo intensivo, compreso l’impiego quotidiano di un iPhone 16e, la mancanza di PiP si fa sentire con particolare evidenza: la possibilità di gestire la navigazione in background non è altrettanto flessibile e il contenuto utile resta spesso poco visibile sul display principale.
il confronto tra google maps e apple maps sul iphone
La percezione generale conferma che Google Maps offre una gestione più completa delle esigenze di orientamento rispetto ad Apple Maps sullo stesso dispositivo. Nonostante ciò, resta un ostacolo la mancanza di una soluzione PiP altrettanto efficiente, che renda possibile mantenere la navigazione attiva mentre si esplorano altre applicazioni o contenuti.
non voglio dover scegliere tra navigazione e tutto il resto
La limitazione principale risiede nella necessità di privilegiare una funzione rispetto al multitasking: senza PiP, la navigazione non può coesistere agevolmente con altre attività. L’indicazione vocali e visiva continua a fornire le direzioni, ma la gestione contemporanea di altre operazioni sul dispositivo risulta meno comoda rispetto all’esperienza offerta su alcuni sistemi Android con PiP attivo.
La possibilità di utilizzare una finestra galleggiante per la mappa, ridimensionarla o interagire con essa senza lasciare l’app di navigazione resta un punto di forza di Android rispetto all’ecosistema iOS. Questo stato di cose incide sulla scelta dell’utente tra diverse soluzioni di guida, soprattutto durante spostamenti frequenti.
non intendo cambiare dispositivo finché questa funzione non arriva
L’attrattiva di iOS resta evidente per fluidità e design, ma per chi proviene dall’universo Android la limitazione della multitasking si sente. Le possibilità di personalizzazione o di ottimizzazione dell’esperienza non riescono a compensare completamente l’assenza del PiP nelle mappe. Per chi fa affidamento sulla navigazione quotidiana, la capacità di continuare a ricevere istruzioni anche mentre si consulta un’altra app resta una funzione cruciale, e la mancata implementazione su entrambe le piattaforme mantiene ferma la decisione di non abbandonare l’attuale dispositivo finché non arriva una soluzione concreta.








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