Sony scopre come tracciare musica protetta da copyright nelle tracce generate da intelligenza artificiale

l’industria musicale continua a confrontarsi con i progressi dell’intelligenza artificiale. diverse piattaforme IA generano melodie in pochi secondi, ma spesso attingono a milioni di brani protetti da copyright senza che gli autori ricevano una ricompensa. in risposta a questa dinamica, il gruppo sony ha sviluppato una tecnologia capace di rilevare le influenze umane nelle creazioni sintetiche e di etichettarle come generati dall’IA, offrendo una cornice per attribuzioni e potenziali compensi.

la tecnologia di sony per tracciare influenze originali nelle canzoni generate dall’ia

la nuclei di questa innovazione è un metodo noto come neural fingerprinting, che analizza tracce prodotte dall’IA per stimare quanta parte di opere protette sia stata impiegata nel processo creativo. non si limita a individuare copie dirette, ma identifica schemi e dati utilizzati durante l’addestramento dell’IA, offrendo una lettura delle influenze musicali sottostanti.

secondo le prime valutazioni, il sistema è in grado di quantificare l’influenza in percentuale. esempi citati indicano la possibilità di attribuire, in modo percentuale, contributi di artisti quali The Beatles o Queen a una traccia generata dall’IA, fornendo una base misurabile per eventuali rivendicazioni di diritti.

come funziona il neural fingerprinting

il meccanismo prevede due possibili modalità operative. nella prima, i sviluppatori di IA offrirebbero l’accesso ai modelli di base a sony per un’analisi diretta e trasparente. nella seconda, se la cooperazione non fosse disponibile, il sistema opererebbe dall’esterno confrontando l’output generato con un vasto database di opere esistenti per stimare quali brani originali siano stati potenzialmente utilizzati per l’addestramento.

una metrica per la ripartizione del valore creativo

questa tecnologia assume rilievo per sony poiché controlla una porzione significativa della storia musicale globale, includendo anche porzioni di cataloghi celebri. trasformare l’attribuzione in una metrica misurabile potrebbe trasformare l’IA da minaccia a potenziale fonte di reddito per autori e interpreti, facilitando negoziazioni e compensi.

prospettive, sfide e contesto legale

il successo dipende dall’adozione diffusa nel settore. alcuni critici ritengono che le aziende IA pongano al centro prestazioni e innovazione, talvolta a discapito della protezione della proprietà intellettuale. parallelamente, il quadro giuridico mondiale sta ancora evolvendo: in Giappone la normativa sul copyright risulta solida, ma standard internazionali per le royalties legate all’IA sono in fase di definizione.

ad oggi, sony non ha fissato una data di rilascio pubblico per questa funzione di tracciamento delle performance generate dall’IA. permane l’auspicio che nuove comunicazioni sull’argomento offrano ulteriori aggiornamenti, con la prospettiva che lo strumento diventi una pratica comune di gestione delle licenze e di attribuzione creativa.

considerazioni finali

l’evoluzione in corso suggerisce una rotta verso una gestione più trasparente delle influenze musicali nelle produzioni generate dall’IA, con potenziali implicazioni economiche per autori, performer e case discografiche. la capacità di misurare l’apporto creativo potrebbe aprire nuove opportunità di compenso e negoziazione, purché l’adozione sia accompagnata da cornici normative chiare e condivise.

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