questo riepilogo sintetizza la recente iniziativa di un gruppo di dipendenti google che solleva dubbi etici sui legami aziendali con agenzie governative statunitensi, evidenziando richieste di trasparenza e disimpegno. l’oggetto della mobilitazione riguarda in particolare i rapporti con ice e cbp e le conseguenze etiche e sociali di tali collaborazioni.
dipendenti google contro legami con ice e cbp
oltre novecento dipendenti hanno firmato una lettera aperta per condannare le azioni recentemente attribuite a ice e cbp, chiedendo a google di rendere pubbliche le sue interazioni con tali enti e di disinvestire da essi.
nella missiva si sottolineano episodi di violenza recenti, dichiarando che i firmatari sono orripiti dall’impatto delle attività delle agenzie e dall’apparente coinvolgimento di google. la lettera afferma che google sostiene questo fronte di sorveglianza, violenza e repressione.
si segnala inoltre che google cloud risulta coinvolto nella sorveglianza operata da cbp e che supporta il sistema immigrationOS di palantir, impiegato dall’ice. viene citata anche l’intelligenza artificiale generativa di google, utilizzata da cbp, e si fa riferimento al fatto che alcune applicazioni di tracciamento di ice sarebbero state bloccate sul play store.
nella comunicazione è presente anche una citazione attribuita al chief scientist di google, jeff dean, risalente all’inizio di gennaio: “abbiamo una responsabilità collettiva di parlare e non restare silenti di fronte a eventi come quelli della scorsa settimana”.
opposizione alle partnership con dhs, cbp e ice
i dipendenti dichiarano un forte dissenso verso le collaborazioni di google con dhs, cbp e ice, sostenendo che sia necessario che la leadership disveli tutti i contratti e le collaborazioni con tali enti e disimpari da questi legami.
la lettera propone a google di riconoscere i rischi per i lavoratori legati a ice e di ospitare una riunione interna di emergenza per discutere i contratti con dhs e contesti militari, oltre a implementare misure di sicurezza volte a proteggere lo staff. inoltre, viene chiesto di rivelare nel dettaglio i legami con le agenzie governative.
i firmatari aggiungono: “come lavoratori di coscienza, chiediamo che la leadership ponga fine a questa regressione nel contrattare con governi che agiscono con violenza contro i civili”, sottolineando che google si troverebbe a occupare una posizione centrale in una linea di aziende private che trae profitto dalla repressione statale.
l’obiettivo comune è mobilitare la comunità di google affinché esiga un corretto uso della forza lavoro e una revisione etica delle collaborazioni con enti investigativi e di controllo alle frontiere.
questo contenuto riflette quanto riferito dagli autori della lettera e non contempla risposte ufficiali immediate da google.












Lascia un commento