Le cuffie per la realtà mista non rappresentano una novità nel panorama tecnologico. Dopo l’acquisto di Apple Vision Pro all’inizio di quest’anno, è stato possibile approfondire l’esperienza con il Project Moohan di Samsung, alimentato da Android XR. Questo dispositivo ha dimostrato di padroneggiare le basi, offrendo un’esperienza unica attraverso l’integrazione delle tecnologie sviluppate da Google nel corso degli ultimi anni.
hardware
Durante la prova pratica, non è stato permesso scattare foto dell’hardware, attualmente già disponibile per alcuni partner in accesso anticipato, con un incremento di sviluppatori in arrivo questa settimana a seguito di un evento in presenza. Questo hardware si avvicina notevolmente alla versione finale prevista per il lancio nel 2025.
Realizzato principalmente in plastica e dotato del potente processore Qualcomm Snapdragon XR2+ Gen 2, Moohan si distingue per il suo peso ridotto rispetto al Vision Pro, considerato eccessivamente complesso. Di default, non è presente una guarnizione per la luce sotto gli occhi, ma è disponibile un attacco magnetico, utilizzato anche durante la demo. Un apposito manettino situato sul retro consente di regolare la vestibilità del dispositivo.
Inoltre, la cuffia è alimentata da una batteria esterna, collegata tramite un cavo USB-C, senza limitazioni rispetto all’unità inclusa.
L’obiettivo finale è ottenere hardware leggero ed ergonomico, e Samsung ha raggiunto questo traguardo.
Interfaccia utente
Il Project Moohan prevede una superficie touchpad sul lato destro. Con un semplice tocco, si accede a un overlay dell’interfaccia che presenta l’ora, una fila di Quick Settings e un griglia di app. L’interazione avviene attraverso la selezione “pinch” e altre gesture di Android XR, risultate semplici e intuitive. Un elemento di rilevo è il tracciamento oculare, che consente di interagire senza dover puntare fisicamente.
software
Un altro aspetto innovativo è rappresentato da Gemini, alimentato da Project Astra 2.0. Attivabile tramite le Quick Settings, Gemini ascolta i comandi ed è in grado di identificare sia ciò che viene visualizzato nello schermo virtuale, sia l’ambiente circostante grazie alle fotocamere frontali. Durante la visione di un video, ad esempio, è possibile interagire con Gemini per ottenere informazioni aggiuntive riguardanti il contenuto o la geolocalizzazione.
Questa tecnologia, già presentata al Google I/O 2024, offre la possibilità di conversare con altre persone mentre Gemini rimane attivo in background, intervenendo solo quando necessario. Inoltre, Gemini facilita l’apertura di app e l’organizzazione delle finestre, un aspetto cruciale in contesti XR.
La naturalezza nel porre domande senza particolari preamboli rende l’interazione con Gemini fluida e immediata, confermando l’importanza del lavoro svolto da Google nel potenziare questo strumento.
google photos e altre app
Google Photos ha integrato una funzionalità di foto cinematica, capace di simulare la profondità in formato 3D, conferendo nuova vita ai contenuti visivi. Anche Google Maps ha introdotto un’“Immersive View” che trasforma la pianificazione dei viaggi in un’esperienza ludica, trasportando l’utente in ambienti ricreati con immagini statiche.
All’interno di questo ecosistema, gli strumenti come Circle to Search realizzano appieno la visione di Google Lens, rendendo l’interazione con gli oggetti circostanti altamente immersiva e coinvolgente. Una selezione di app 2D è compatibile con Android XR, con Google che ha ottimizzato le sue applicazioni principali per l’uso in questo nuovo ambiente.
conclusione
Con il Project Moohan, Google ha dimostrato come anni di ricerca e sviluppo convergano in un dispositivo competitivo. Android XR si pone in parallelo con altri sistemi operativi, mentre Gemini e Project Astra offrono un’esperienza innovative e naturale. L’attesa per il lancio di questo headset nel 2025 è quindi giustificata dall’ottimismo e dall’innovazione che promette di portare.












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