una questione normativa legata all’uso delle cinture di sicurezza sugli autobus di hong kong sta suscitando dibattito: dal 25 gennaio l’adozione dell’obbligo ha incontrato resistenze, lacune tecniche e una contestazione sull’estensione del requisito. il governo ha ammesso l’esistenza di disallineamenti tra testo di legge e intenzione originaria, annunciando la rimozione delle norme attuali e la necessità di un processo legislativo corretto prima di riproporle.
regola cinture sugli autobus a hong kong: stato attuale e mossa governativa
la norma sull’obbligo delle cinture è entrata in vigore con la data di implementazione liberamente riferita al 25 gennaio, ma il testo presenta ambiguità che hanno sollevato dubbi sull’effettiva applicabilità. l’obiettivo originario era estendere l’uso delle cinture dai soli veicoli destinati al trasporto pubblico a tutti i sedili degli autobus, al fine di offrire una protezione maggiore ai passeggeri. la formulazione attuale non rispecchia pienamente tale intento, e perciò la responsabilità governativa è stata riconosciuta, con la decisione di intervenire prontamente per correggere il testo.
dettagli tecnici e lacune normative
gli elementi di criticità riguardano soprattutto l’ambito di applicazione e la precisione delle disposizioni, che non risultano allineate con l’obiettivo di sicurezza prefissato. la normativa 374F del capitolo relativo agli equipaggiamenti di sicurezza e gli articoli 8D e 8AB hanno evidenziato divergentemente quali autobus siano interessati dall’obbligo.
ambito di applicazione e controversie legislative
secondo alcune analisi, l’obbligo è destinato solo agli autobus registrati il 25 gennaio 2026 o successivamente. di conseguenza, autobus registrati prima di tale data potrebbero non essere soggetti all’obbligo, permettendo ai passeggeri di scegliere se indossare o meno la cintura. questa interpretazione ha generato discrepanze tra comunicati ufficiali e testo normativo, creando confusione tra cittadini e operatori.
intervento del governo e correzione normativa
il governo ha promesso di procedere con una cancellazione rapida delle disposizioni che impongono l’obbligo e, successivamente, di riscrivere la normativa in modo coerente con l’intento di protezione dei passeggeri. si prevede una revisione coordinata con il ministero della giustizia, la preparazione di un nuovo testo, la relativa pubblicazione ufficiale e la successiva presentazione al consiglio legislativo per l’approvazione.
dichiarazioni e piano di revisione
la gestione ha dichiarato l’impegno a mantenere la priorità della sicurezza dei passeggeri, pur correggendo gli elementi normativi difformi. l’azione mira a evitare applicazioni errate e a garantire una cornice legale chiara, affidabile e applicabile su tutto il parco autobus.
chiarezza normativa e informazione pubblica
prima dell’implementazione, la comunicazione ufficiale aveva indicato che l’obbligo riguardava tutti i veicoli, una posizione che è stata oggetto di contestazione da parte di professionisti legali. le dichiarazioni successive hanno sottolineato l’uso di approcci di istruzioni o avvisi come prima linea di enforcement, prima di qualsiasi sanzione.
incongruenze tra annunci e testo normativo
l’apparente distanza tra le affermazioni pubbliche e il contenuto del testo ha stimolato richieste di chiarimenti, con l’impegno di rendere più trasparente l’evoluzione legislativa e di allineare le comunicazioni alle effettive disposizioni.
prossimi passi e tempistiche
gli orientamenti sono chiari nel prevedere una bozza normativa rivista da presentare al LegCo dopo la consultazione legale. si prevede la pubblicazione nel bollettino ufficiale una volta perfezionata la versione finale, seguita dalla riattivazione del regime una volta che l’intero testo risulti coerente con l’obiettivo di sicurezza pubblica.












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