Questo testo offre una panoramica completa su i hate this place, titolo survival horror che unisce gestione delle risorse, creazione di oggetti e tensione horror in una cornice narrativa ispirata ai fumetti degli anni ’80. sviluppato da rock square thunder e pubblicato sotto Broken Mirror Games, con la collaborazione di skybound entertainment, il gioco è pronto a debuttare su PC ( Steam, Epic Games Store e GOG) e su console, dopo mesi di attesa e una demo che ha stimolato l’interesse degli appassionati.
i hate this place: un horror survival dallo stile anni ’80
La prima aspetto distintivo riguarda l’estetica audace che colpisce fin da subito. In luogo di una grafica ultra realistica, il titolo adotta un linguaggio visivo fortemente ispirato ai fumetti anni ’80: colori saturi, cell-shading e tratteggio che ricorda pagine di albi d’epoca. Questa scelta non solo differenzia i hate this place sul piano estetico, ma genera una tensione surreale che amplifica l’atmosfera inquietante senza tralasciare un tono di ironia dark.
i hate this place – stile visivo e atmosfera
Lo stile grafico non è solo cornice: crea atmosfera e influenza la percezione della minaccia durante l’esplorazione. Il contrasto tra momenti apparentemente tranquilli e scenari inquietanti rende l’esperienza visivamente distintiva e spesso disturbante, grazie alla combinazione tra l’older school aesthetic e una regia di luce che amplifica la suspense.
i hate this place – ambientazione e narrazione
L’ambientazione si sviluppa a Rutherford Ranch, luogo maledetto dove la realtà si piega e si distorce, popolato da creature che si muovono nell’ombra e cacciano sfruttando il suono. La storia, basata sulla serie a fumetti omonima creata da Kyle Starks e Artyom Topilin, mescola soprannaturale, mistero e humor nero in equilibrio tra elementi oscuri e ironia. La narrazione non è guidata da lunghe cut-scene: la scoperta avviene gradualmente attraverso l’esplorazione e l’interazione con l’ambiente, premiando curiosità e pazienza.
- Elena — protagonista
- creature che cacciano grazie al suono — antagonisti principali
i hate this place – gameplay: sopravvivenza e pianificazione
Il cuore dell’esperienza risiede nel gameplay survival. Le risorse scarseggiano, i nemici sono implacabili e il mondo premia la strategia e la pianificazione piuttosto che l’assalto frontale. Di giorno si propone una dinamica sandbox survival in cui si esplora, si raccolgono materiali, si costruiscono strumenti, si potenzia l’equipaggiamento e si fortificano rifugi e postazioni avanzate. L’ispirazione a titoli come Darkwood è evidente, con attenzione alle scelte tattiche: cosa raccogliere, cosa costruire, dove rifugiarsi e in che ordine affrontare gli obiettivi.
i hate this place – meccaniche di stealth e rumore
Una delle meccaniche chiave riguarda l’interazione tra rumore e intelligenza nemica. Spesso è preferibile aggirare o attirare i mostri in trappole piuttosto che affrontarli frontalmente, sfruttando il suono a vantaggio. Questo approccio crea momenti di tensione autentica, dove ogni passo può rivelarsi fatale e ogni rumore può segnare una svolta nell’esplorazione.
i hate this place – atmosfera e tensione
L’elemento dominante è l’atmosfera spettrale e imprevedibile. L’alternanza tra una fase di esplorazione relativamente serena e la minaccia notturna genera un senso di pericolo costante, senza ricorrere a jump scare didascalici. La grafica fumettistica contribuisce a trasformare scene apparentemente cartoonesche in momenti disturbanti, grazie all’uso mirato della distorsione visiva e della luce.
i hate this place – criticità e aspettative
Essendo un titolo indie, alcune meccaniche potrebbero non presentarsi perfettamente bilanciate al lancio. La community che ha testato la demo e la versione 1.0 ha evidenziato entusiasmo per le idee ma anche dubbi sull’accessibilità e sulla curva di difficoltà, che potrebbe risultare impegnativa per i neofiti del genere survival horror. La decisione di rinviare l’uscita al 29 gennaio 2026 è stata motivata dallo sviluppo e dall’intento di rifinire bilanciamenti con feedback ricevuti, preparando così un Day 1 più aggressivo e rifinito.
i hate this place – conclusioni e potenziale
i hate this place si presenta come un survival horror originale all’interno del panorama videoludico, capace di fondere crafting, stealth, esplorazione e una estetica anni ’80 in un mix promettente. Il titolo suggerisce una possibile rivitalizzazione del genere grazie a una meccanica del rumore attentamente studiata, a un’atmosfera inquietante e a una veste grafica attraente. Per gli appassionati di orrore su PC e console, l’attesa per l’uscita resta alta, con l’auspicio di un’esperienza coinvolgente e senza compromessi.

















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