questa analisi sintetica presenta la disputa tra t-mobile e gli organismi di controllo pubblicitario riguardo alle affermazioni di risparmio nei confronti dei competitor, insieme alle successive revisioni e alle prese di posizione delle parti coinvolte. i rilievi principali riguardano la comunicazione di risparmi confrontati con piani di verizon e at&t, e l’interpretazione delle promozioni destinata ai consumatori.
t-mobile e la non conformità al national advertising review board
in maggio 2025 il verizon ha contestato le comunicazioni pubblicitarie di t-mobile presso la National Advertising Division (nad). le affermazioni si sono incrociate con brochure intitolate «risparmia su ogni piano» e spot televisivi come «top three plays of the day» e «holidays are coming in hot», oltre a contenuti su comunicati stampa e nel calcolatore di risparmi del sito di t-mobile. la nad ha chiesto di sospendere le affermazioni specifiche che indicavano risparmi del 20% confrontando i pacchetti.
la situazione è rimasta a lungo in sospeso; t-mobile ha presentato ricorso al narb ad agosto, annunciando l’intenzione di conformarsi. nonostante le revisioni, verizon ha richiesto una valutazione di conformità, sostenendo che le nuove comunicazioni mantenevano l’idea fuorviante di risparmi del 20% solo cambiando enunciati.
la posizione del narb e le revisioni successive
in ottobre, il narb ha sostenuto verizon condannando nuovamente la campagna e consigliando a t-mobile di cessare o modificare le affermazioni. nonostante ciò, t-mobile ha dichiarato la volontà di conformarsi e ha introdotto nuove versioni della comunicazione, mantenendo l’obiettivo di evidenziare i potenziali risparmi.
nel dicembre, la terza revisione ha introdotto la dicitura «save up to 20%» accompagnata da una disclaimer su servizi aggiuntivi non inclusi. verizon ha ritenuto tali modifiche superficiali e nutrive solo una sostituzione lessicale senza cambiare la sostanza, secondo cui lo sconto apparente derivava ancora dai servizi associati piuttosto che dal solo costo del piano.
secondo il narb, la questione centrale resta irrisolta: le comunicazioni non chiariscono sufficientemente che i confronti di prezzo includono anche servizi ausiliari oltre al servizio di base. la commissione ha criticato la mancanza di uno sforzo reale di conformità nonostante i tempi a disposizione.
nelle fasi finali è emersa l’intenzione di riferire la questione alla FTC. poco dopo la decisione di conformità, t-mobile ha informato il narb di voler ricorrere al nad per riaprirlo con nuove evidenze a supporto delle proprie affermazioni pubblicitarie, lasciando incerta la risoluzione definitiva.
altre osservazioni e contesto
non è mancata una contestazione parallela da parte di at&t, che, già a ottobre 2025, ha avanzato una critica simile alle pratiche pubblicitarie di t-mobile.
in sintesi, la disputa tra t-mobile, nad, narb, e i competitor principali continua a riflettere la necessità di chiarire i confronti tra prezzo di piani e servizi accessori, al fine di evitare interpretazioni fuorividenti da parte dei consumatori.











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