Oneplus in crisi: cosa significa per il futuro del brand

OnePlus, noto marchio nel settore degli smartphone, sta attraversando una fase critica che ne preannuncia la progressiva dismissione. Dopo anni di innovazione e crescita, l’azienda si trova ora in una situazione di declino irreversibile, con segnali chiari provenienti da diverse aree operative e mercati globali.

oneplus: il tracollo delle spedizioni e la crisi globale

Le spedizioni di OnePlus nel 2024 hanno subito un calo superiore al 20%, passando da circa 17 milioni a poco più di 13-14 milioni di unità. Nel frattempo, la società madre OPPO ha registrato una crescita del 2,8%. Secondo i dati forniti da analisti indipendenti come Omdia, la crescita è stata trainata esclusivamente dal brand OPPO, mentre OnePlus ha rappresentato un peso negativo per il gruppo.

Il mercato indiano, considerato strategico per il rilancio del marchio, non ha mantenuto le aspettative. Circa 4.500 punti vendita in sei stati hanno interrotto la commercializzazione dei prodotti OnePlus a causa di problemi legati alle garanzie e margini troppo ridotti. Di conseguenza, la quota nel segmento premium è precipitata dal 21% al 6%, con un calo complessivo della quota totale in India dal 6,1% al 3,9%.

Anche in Cina i risultati sono stati deludenti: l’obiettivo dichiarato dal presidente Li Jie di superare il 3% di quota è rimasto lontano, fermandosi all’1,6%. Nonostante le dichiarazioni ufficiali parlassero di vendite “stabili”, i numeri indicano invece un decremento significativo.

  • Diminuzione delle spedizioni globali oltre il 20% nel 2024
  • Crollo della quota premium in India dal 21% al 6%
  • Bassa performance sul mercato cinese con solo l’1,6% di quota
  • Dipendenza da due mercati principali (India e Cina) che mostrano segni evidenti di crisi

dismissione delle sedi e ridimensionamento dei team internazionali

sospensione delle attività negli stati uniti ed europa

A marzo del 2024 è stata chiusa senza comunicazioni ufficiali la sede americana a Dallas; attualmente negli Stati Uniti rimane operativo solo un piccolo nucleo con meno di quindici dipendenti nella zona di Palo Alto. Inoltre è terminata la collaborazione con l’operatore T-Mobile già all’inizio del 2023 e i nuovi modelli come OnePlus 15 vengono venduti esclusivamente sbloccati senza supporto carrier.

L’Europa ha visto una riduzione drastica dei team fin dal 2020: gli uffici in Francia, Germania e Regno Unito sono passati da circa sessanta dipendenti a meno di dieci senza alcun annuncio pubblico o piano strutturato.

sottoutilizzo dell’investimento in india e perdita di fiducia gestionale

 

L’impegno annunciato nel mercato indiano prevedeva la costruzione del più grande centro R&D entro il 2022 con circa millecinquecento dipendenti. A febbraio del 2024 però risultavano impiegate solo centosedici persone. La mancanza di trasparenza sulle motivazioni o revisioni della roadmap ha generato sfiducia interna nei confronti della gestione cinese.

  • Sede USA chiusa senza preavviso nel marzo 2024
  • Calo drastico dei team europei tra il 2020 e il 2024
  • Sottodimensionamento del centro R&D indiano rispetto agli obiettivi iniziali
  • Mancanza di comunicazione ufficiale sulle ristrutturazioni internazionali

difficoltà finanziarie nonostante l’intervento multimiliardario oppo

A dicembre 2022 OPPO aveva stanziato una somma pari a$14 miliardi a sostegno dell’attività OnePlus attraverso accesso ai propri negozi retail e centri assistenza oltre alla possibilità per OnePlus di vendere dispositivi anche a costo zero pur di incrementare le vendite.

Questa manovra non ha invertito il trend negativo: mentre OPPO cresceva del 2,8%, OnePlus continuava a perdere quote con un calo superiore al 20%. Il mantenimento separato delle infrastrutture marketing e assistenziali per OnePlus si è dimostrato economicamente insostenibile data la sua quota globale inferiore all’1,1%.

  • $14 miliardi investiti da OPPO per salvare OnePlus nel dicembre 2022
  • Mantenimento costoso dell’organizzazione indipendente non giustificabile dai risultati attuali
  • Crescita positiva per OPPO ma declino netto per OnePlus nel periodo recente
  • Diminuzione significativa della quota globale sotto l’1,5%, rendendo insostenibile l’attività autonoma

situazione attuale: impegni verso i clienti ancora garantiti ma futuro incerto

I dispositivi già acquistati continueranno ad essere supportati regolarmente sia nelle garanzie sia negli aggiornamenti software previsti fino a quattro-cinque anni dalla data d’acquisto grazie al supporto garantito da OPPO stessa.

Non esistono certezze riguardo alla continuità futura del marchio né sulla produzione o lancio dei prossimi modelli oltre quelli già programmati o recentemente immessi sul mercato.

sintesi finale sull’evoluzione oneplus nell’industria smartphone globale

L’ascesa iniziale aveva contraddistinto OnePlus come pioniere capace di offrire dispositivi flagship a prezzi competitivi accompagnati da strategie innovative come sistemi d’invito esclusivi e forte coinvolgimento della community.

Le difficoltà strutturali nell’affrontare concorrenti dominanti come Samsung e Apple unite alle dinamiche aggressive dei grandi gruppi cinesi hanno portato ad una progressiva marginalizzazione che oggi sembra irreversibile.

I segnali evidenti includono:

  • Dismissione silenziosa degli uffici internazionali principali;
  • Cancellazione o sospensione dei progetti prodotti più innovativi;
  • Potenziamento centralizzato decisionale esclusivamente dalla sede cinese;
  • Scomparsa graduale dalla scena occidentale dopo anni d’espansione aggressiva;

L’eredità tecnologica resta significativa ma appare compromessa dall’incapacità gestionale ed economica attuale che porterà probabilmente alla fine definitiva dello storico brand “Never Settle”.

dettagli sugli stakeholder coinvolti nella vicenda oneplus-oppo:

  • Pete Lau: cofondatore impegnato nella promessa espansione R&D in India;
  • Li Jie: presidente responsabile degli obiettivi sul mercato cinese;
  • OPPO Group: società madre che ha tentato interventi finanziari massicci;
  • Dipendenti regionali: personale negli uffici USA (Dallas), Europa (Francia,Germania,RU) ed India coinvolto nei taglia-costi;

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