La vicenda che coinvolge il fondatore di OnePlus ha attirato l’attenzione internazionale a causa di un mandato di arresto emesso dalle autorità taiwanesi. Le accuse riguardano assunzioni irregolari in Taiwan, con implicazioni legali significative per la società e i suoi dirigenti. Di seguito viene analizzato il contesto e le motivazioni alla base di questa controversia.
mandato di arresto per il fondatore di oneplus
Secondo quanto comunicato dall’Ufficio del Procuratore del Distretto di Shilin, Pete Lau, fondatore di OnePlus, è al centro di un’indagine che ha portato all’emissione di un mandato d’arresto. L’accusa principale riguarda la creazione nel 2014 di una società fittizia con sede a Hong Kong denominata “OnePlus”, seguita nel 2015 dalla registrazione di una filiale a Taiwan, inizialmente chiamata “OnePlus” e successivamente rinominata “Sonar”.
I pubblici ministeri sostengono che tra agosto 2015 e gennaio 2021 siano stati trasferiti oltre NT$2,3 miliardi (circa 72,93 milioni di dollari statunitensi) dalla società madre alla filiale taiwanese tramite una società commerciale con sede a Hong Kong. Questi fondi sarebbero stati impiegati per l’assunzione del personale locale, il pagamento degli stipendi e l’acquisto delle attrezzature necessarie.
Testimonianze indicano inoltre che il software sviluppato presso la sede taiwanese è stato utilizzato sia nei dispositivi OnePlus sia in quelli OPPO, entrambe aziende controllate dal gruppo BBK Electronics.
dirigenti coinvolti nell’inchiesta
Dall’indagine risultano indagati due cittadini taiwanesi che hanno lavorato sotto la direzione di Lau:
- Soggetto Lin, nominato direttore della ricerca e sviluppo da Pete Lau, responsabile della selezione del personale e della gestione del team. Ha dichiarato che tutte le decisioni operative erano prese esclusivamente da Lau.
- Soggetto Cheng, rappresentante legale formale incaricata della pianificazione fiscale, ha affermato di non avere conoscenza diretta delle attività aziendali né percepire uno stipendio.
motivi dell’illegalità secondo la normativa taiwanese
L’attività imprenditoriale internazionale prevede spesso l’apertura di filiali estere e l’assunzione di personale locale senza particolari ostacoli. Nel caso specifico emergono complicazioni dovute alle normative vigenti tra Cina e Taiwan.
il quadro normativo cross-strait act
La legislazione nota come Cross-Strait Act regola i rapporti economici tra i due territori. Essa impone alle aziende cinesi l’obbligo di ottenere autorizzazioni specifiche dal governo taiwanese prima di procedere con assunzioni sul territorio locale.
violazioni contestate a oneplus
Dalle indagini risulta che OnePlus non avrebbe richiesto tali permessi obbligatori per le assunzioni effettuate in Taiwan. Questo comportamento configura una violazione delle disposizioni previste dal Cross-Strait Act ed è alla base delle accuse rivolte a Lau insieme agli altri dirigenti coinvolti.












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