Le innovazioni nelle fotocamere degli smartphone hanno raggiunto livelli sorprendenti, permettendo di scattare immagini con zoom teleobiettivo e macro dettagliati, oltre a modifiche creative come l’inserimento di soggetti direttamente in fase di scatto o la sostituzione del cielo in giornate grigie. Il progresso nel campo dello zoom digitale assistito dall’intelligenza artificiale presenta alcune criticità che meritano un’analisi approfondita.
le sfide dello zoom digitale potenziato dall’intelligenza artificiale
L’evoluzione delle fotocamere degli smartphone ha portato alla possibilità di effettuare zoom estremi fino a 100x o più, una caratteristica introdotta da dispositivi come il Samsung Galaxy S21 Ultra e successivamente migliorata da modelli come il OnePlus Open con uno zoom fino a 120x. Questi risultati si basano su un mix di hardware avanzato e sofisticati algoritmi di elaborazione digitale.
Questa combinazione non sempre garantisce risultati realistici. Un esempio emblematico è rappresentato dal nuovo OnePlus 15 che, pur mantenendo lo zoom a 120x rispetto al predecessore OnePlus 13, utilizza un sensore teleobiettivo più piccolo e meno definito. Per compensare ciò, è stato implementato il motore DetailMax insieme all’intelligenza artificiale per migliorare le immagini. Il risultato finale mostra però una qualità inferiore nei dettagli rispetto ai modelli precedenti: linee dritte diventano ondulate e i materiali appaiono alterati nella loro texture originale.
- Samsung Galaxy S21 Ultra
- OnePlus Open
- OnePlus 15
- OnePlus 13
l’efficacia dello zoom pro res nel google pixel 10 pro
Il Google Pixel 10 Pro integra uno zoom Pro Res da 100x che sfrutta il chip Tensor G5 per ottimizzare la resa fotografica soprattutto su forme semplici come edifici e paesaggi urbani. In questi casi l’elaborazione riesce a mantenere nitidezza e realismo elevati senza introdurre artefatti visivi evidenti.
Quando nell’inquadratura compaiono soggetti organici quali persone o animali, l’algoritmo tende a evitare modifiche dirette su questi elementi per non generare errori evidenti. Di conseguenza i soggetti appaiono artificiali o poco definiti rispetto allo sfondo circostante che risulta invece molto dettagliato.
- Google Pixel 10 Pro
- Tensore G5 di Google
- Soggetti organici: persone e animali nelle foto zoomate
- Soggetti inorganici: edifici, paesaggi e oggetti strutturati
proposte per migliorare lo zoom assistito dall’intelligenza artificiale negli smartphone
aumento della qualità dei sensori fotografici
I produttori dovrebbero puntare a mantenere o incrementare la dimensione fisica dei sensori teleobiettivo e la risoluzione in megapixel anziché ridurle confidando esclusivamente sull’AI per colmare le lacune. Una base dati più ricca consente infatti all’intelligenza artificiale di elaborare immagini più fedeli alla realtà senza introdurre distorsioni indesiderate.
differenziazione nell’applicazione dell’intelligenza artificiale secondo i soggetti inquadrati
L’utilizzo dell’AI dovrebbe essere calibrato in modo selettivo: ad esempio Google potrebbe concentrare l’elaborazione avanzata sullo scenario architettonico o naturale mentre dedicarsi maggiormente alla conservazione della naturalezza nei soggetti umani o animali presenti nella scena. Questo approccio eviterebbe effetti innaturali sui volti o sulle figure viventi rendendo le fotografie complessivamente più armoniose.
- Mantenimento dimensione sensori teleobiettivo grandi e ad alta risoluzione
- Applicazione mirata dell’AI differenziata tra soggetti organici e inorganici
- Sviluppo progressivo degli algoritmi AI per gestire meglio anche persone ed animali nello zoom estremo










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