Il governo britannico sta valutando un progetto controverso che prevede l’emissione di un’identità digitale ai neonati al momento della nascita, integrata con il tradizionale libretto sanitario consegnato ai genitori. Questa iniziativa, proposta dal ministro dell’Ufficio del Gabinetto Josh Simons durante una riunione riservata, ha suscitato forti critiche per il possibile ampliamento della sorveglianza statale.
discussione segreta sull’identità digitale per i neonati
Nel settembre 2025, il primo ministro Keir Starmer ha annunciato un piano per introdurre un sistema di identità digitale finalizzato a contrastare l’immigrazione illegale, imponendo a chi cerca lavoro la prova del diritto legale a lavorare nel Regno Unito. Secondo quanto rivelato dal Daily Mail, durante un incontro riservato il ministro Josh Simons ha illustrato alle associazioni civili come altri Paesi abbiano già adottato sistemi di identità digitale permanente sin dalla nascita.
L’esempio preso in esame è quello dell’Estonia, dove ogni neonato riceve un codice identificativo unico alla registrazione della nascita e può ottenere immediatamente documenti digitali e copertura sanitaria prima ancora di lasciare l’ospedale. Inoltre, Simons ha suggerito che l’identità digitale potrebbe essere utilizzata anche dai minori per accedere ai social media, ispirandosi alle restrizioni australiane su piattaforme come TikTok per gli under 16.
I partecipanti alla riunione si sono mostrati sorpresi dall’idea di assegnare un’identità digitale obbligatoria fin dalla nascita; alcuni hanno espresso preoccupazioni riguardo all’instaurazione di un sistema d’identificazione permanente e coercitivo.
critiche da parte delle opposizioni sulla libertà individuale
Mike Wood, capo ufficio ombra per l’Ufficio del Gabinetto, ha condannato la proposta definendola una violazione ingiustificata delle libertà personali e ha sottolineato l’assurdità di collegare i neonati al controllo dell’immigrazione clandestina. Ha inoltre denunciato la mancanza di dibattito pubblico adeguato su questa estensione del programma.
L’ex ministro conservatore David Davis ha parlato di una progressiva espansione della sorveglianza governativa mascherata da lotta all’immigrazione illegale. Ha accusato il premier Starmer di estendere silenziosamente le misure senza informare il Parlamento, configurando una grave crisi costituzionale. La portavoce dei Liberal Democratici Lisa Smart ha espresso timori sull’inclusione dei neonati in un progetto già troppo invasivo e ha criticato l’impiego dei fondi pubblici destinati invece a ridurre le liste d’attesa mediche o abbassare i costi energetici.
- Mike Wood, capo ufficio ombra Ufficio del Gabinetto (Labour)
- David Davis, ex ministro conservatore
- Lisa Smart, portavoce Ufficio del Gabinetto Liberal Democratico
- Josh Simons, ministro dell’Ufficio del Gabinetto (Labour)
- Keir Starmer, primo ministro britannico (Labour)
dichiarazioni ufficiali e prospettive future del progetto digital id
Il governo sostiene che la sola applicazione obbligatoria riguarderà la verifica digitale del diritto al lavoro per chi inizia una nuova occupazione. Una fonte ministeriale precisa che attualmente si tratta solo di ipotesi preliminari e che sarà avviata una consultazione pubblica per definire i dettagli operativi. Anche se i bambini potranno avere un’identità digitale assegnata, non vi sarà alcun obbligo formale né forzatura nell’utilizzo.
L’ufficio responsabile dei bilanci stima che il costo complessivo dell’intero programma raggiungerà circa 1,8 miliardi di sterline entro la fine della legislatura prevista nel biennio 2028-2029. Il governo promette che ogni cittadino britannico o residente legittimo riceverà gratuitamente tale identità digitale per facilitare l’accesso al lavoro e ai servizi anche senza passaporto o patente. La consultazione pubblica dovrebbe partire a breve con durata triennale mentre la proposta legislativa verrà presentata al Parlamento all’inizio dell’anno successivo.












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