Reporter denuncia aziende di intelligenza artificiale per uso di libri con copyright nei chatbot

Una nuova causa legale coinvolge importanti aziende tecnologiche accusate di utilizzare opere protette da copyright senza autorizzazione per sviluppare modelli linguistici avanzati destinati a chatbot commerciali basati sull’intelligenza artificiale.

denuncia contro le aziende ai per l’uso non autorizzato di libri protetti da copyright

Un gruppo di giornalisti statunitensi, tra cui il reporter del New York Times John Carreyrou, ha avviato una causa federale in California contro alcune delle principali società nel settore dell’intelligenza artificiale. Tra i destinatari della denuncia figurano Google, OpenAI, xAI di Elon Musk, Anthropic, Meta Platforms e Perplexity. L’accusa centrale riguarda l’impiego di copie pirata di libri tutelati dal diritto d’autore per addestrare i loro modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) utilizzati nei chatbot AI.

Secondo quanto riportato nella denuncia, queste aziende non hanno ottenuto licenze né corrisposto compensi agli autori delle opere sfruttate. Il documento legale definisce tale comportamento come un chiaro e intenzionale atto di furto che configura una violazione del copyright.

modalità di accesso e utilizzo dei contenuti protetti da parte delle aziende ai

I ricorrenti sostengono che le società AI abbiano reperito copie illegali dei libri attraverso biblioteche digitali ombra quali LibGen, Z-Library e OceanofPDF. Questi materiali sarebbero stati integrati nei sistemi AI al fine di accelerarne lo sviluppo. La presunta violazione avrebbe coinvolto centinaia di autori, inclusi scrittori bestseller e giornalisti insigniti del premio Pulitzer.

A differenza di altre cause simili in corso, gli autori coinvolti in questa azione legale hanno scelto di non procedere con una class action. Essi chiedono infatti che ogni singola rivendicazione venga valutata individualmente da una giuria piuttosto che essere risolta tramite un accordo collettivo che potrebbe favorire le difese delle aziende.

motivazioni alla base della scelta processuale

Nel testo della denuncia si sottolinea come le compagnie produttrici degli LLM non dovrebbero poter annullare facilmente migliaia di richieste ad alto valore economico mediante accordi a basso costo. Gli attori ritengono che gli accordi collettivi esistenti finora non riflettano adeguatamente la portata dell’infrazione contestata.

precedenti casi giudiziari e posizioni delle parti coinvolte

In passato Anthropic ha raggiunto un primo importante accordo nel contesto delle controversie sul copyright relative all’addestramento AI versando 1,5 miliardi di dollari agli autori danneggiati dalla presunta pirateria su milioni di libri. La nuova causa evidenzia come i beneficiari dell’accordo riceveranno solo circa il 2% del massimo risarcimento previsto dalla legge sul copyright per ogni opera violata.

Dall’altro lato, le società AI sostengono che l’utilizzo del materiale protetto rientri nella categoria dell’“uso equo” (fair use), poiché i sistemi generano output nuovi e trasformativi anziché riprodurre fedelmente i testi originali. Un giudice statunitense aveva già riconosciuto questa posizione in relazione all’impiego dei libri da parte di Anthropic per l’addestramento degli algoritmi; tuttavia è stato stabilito che conservare milioni di copie piratate in un database centrale costituisce comunque una violazione del diritto d’autore indipendentemente dall’effettivo uso nei modelli AI.

principali figure coinvolte nella causa legale contro le aziende ai

  • John Carreyrou, reporter del New York Times e autore noto;
  • Cinque altri scrittori professionisti;
  • Aziende citate: Google, OpenAI, xAI (Elon Musk), Anthropic, Meta Platforms e Perplexity.

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