Questo approfondimento espone la meccanica della privacy display integrata nel Galaxy S26 Ultra, evidenziando come la gestione della luce avvenga tramite una doppia barriera ottica. L’analisi descrive i passi che limitano la visibilità dall’esterno senza compromettere la nitidezza dello schermo per l’utente. Il lancio ufficiale è atteso per il 25 febbraio, in concomitanza con i modelli Galaxy S26 e S26+.
privacy display: la luce passa liberamente finché si attiva la modalità privacy
primo varco di sicurezza: micro louvers
La prima barriera viene definita come una serie di micro louvers posizionati all’interno del primo strato rifrattivo. In condizioni normali, la luce proveniente dal display OLED tende a diffondersi in tutte le direzioni. In assenza di modalità privacy, gli indici di rifrazione tra i diversi strati sono identici, consentendo una propagazione senza ostacoli e senza visibilità ridotta dall’esterno.
Quando viene attivata la Privacy Mode, lo strato a cristalli liquidi altera istantaneamente il proprio stato, provocando una variazione dell’indice di rifrazione. In quel frangente, la superficie presenta una griglia microscopica incisa che funge da una serie di louvers minuscoli a livello di superficie.
secondo varco di sicurezza: pendenze di rifrazione ottica
secondo varco: rifrazione ottica e top prism
La seconda barriera è costituita da una sezione ottica superiore, formata da pendenze di rifrazione ottica (prisma o lente in cima al livello di conversione dell’indice). I raggi luminosi, già disturbati dal primo varco, incontrano questa struttura e la loro traiettoria subisce una modifica che determina la sorte della luce.
Le porzioni di luce che, inizialmente, miravano a raggiungere l’occhio esterno colpiscono i piani del prisma con angoli particolarmente sfavorevoli, dovuti alla differenza di indice tra i cristalli liquidi e lo strato superiore. In tali condizioni, una parte significativa della luce non riesce a penetrare la superficie.
luce distorta o riflessa: la luce resta dentro lo schermo
destinazione finale della luce e effetto visivo
Al posto di emergere dallo schermo, i raggi possono risultare distorti o riflessi internamente, ritornando verso lo strato interno. In sostanza, la tecnologia “restringe” la fuga della luce destinata a sfuggire dall’unità display.
I raggi che avanzano frontalmente, invece, attraversano con maggiore facilità le pendici del prisma ma, a causa dell’effetto di rifrazione ottica, l’angolo di uscita risulta ulteriormente compresso. Il risultato è che il pannello resta nitido e chiaro quando osservato frontalmente dall’utente, proteggendo al contempo la visualizzazione dall’esterno.
lanci e applicazione della tecnologia
Il Samsung Galaxy S26 Ultra introdurrà ufficialmente questa tecnologia, con il lancio previsto per il 25 febbraio insieme ai modelli Galaxy S26 e S26+. La descrizione tecnica evidenzia una gestione della luce su due fronti: controllo della diffusione iniziale e immobilizzazione della luce verso l’esterno mediante strutture ottiche avanzate.














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