Lo scenario legale relativo all’impatto dei social media sui giovani ha raggiunto un momento cruciale in una sessione tenuta a Los Angeles. In tale contesto, Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta, ha deposto per la prima volta in un processo storico che contesta l’idea che Instagram sia stato progettato per attrarre minori e alimentare una dipendenza, con ripercussioni sulla salute mentale degli adolescenti. Le dichiarazioni difensive hanno insistito sulla non intenzionalità dell’azienda nel targeting di utenti di età inferiore ai 13 anni.
zuckerberg a processo: non si mira ai minori
Uno degli istanti più intensi dell’udienza è emerso quando sono stati mostrati documenti interni del 2018 che suggerivano l’obiettivo di “vincere molto” con gli adolescenti partendo dall’ingresso proprio tra i pre-adolescenti, tra i 10 e 12 anni.
Zuckerberg ha dichiarato che tali discussioni sono state interpretate in modo errato. Ha spiegato che, pur esaminando la possibilità di versioni più sicure ed età‑appropriate dei servizi per i più giovani, tali progetti non sono mai stati realizzati. Secondo il CEO, l’intento è sempre stato quello di creare ambienti sicuri, non di aggirare le restrizioni legate all’età.
Anche l’accusa ha interrogato l’imputato riguardo a dichiarazioni precedenti sull’engagement degli utenti. Sono state mostrate e-mail di circa un decennio fa in cui l’obiettivo era aumentare il tempo trascorso sull’app con percentuali a due digit.
In risposta, Zuckerberg ha indicato che la filosofia aziendale si è evoluta nel tempo. Si è delineata una serie di milestones recenti — come l’aumento dell’uso quotidiano da circa 40 a 46 minuti — non come fini predator, ma come verifiche intuitive per misurare se l’app risulta utile agli utenti. Se l’interazione cresce, si tratta di un effetto collaterale di un’esperienza di qualità, non di una tattica mirata all’induzione di dipendenza.
punti chiave dell’interrogatorio
- documenti interni del 2018 e la discussione sull’ingresso degli adolescenti;
- età degli utenti e progetti mai avviati;
- stime di utilizzo e la loro interpretazione come indicatore di valore.
responsabilità e impatto sull’industria
Durante l’esame è emersa la questione della responsabilità delle aziende tech nel design delle piattaforme. Zuckerberg ha indicato che la verifica dell’età non dovrebbe gravare interamente sui singoli sviluppatori, bensì essere affidata ai produttori di dispositivi e ai negozi di app, come Apple e Google.
È stato inoltre osservato che molti minori mentono sull’età per iscriversi a Instagram, una dinamica che complica ulteriormente le regole di accesso e protezione.
Il processo in corso potrebbe modificare la responsabilità delle aziende tecnologiche in relazione al design fondamentale delle piattaforme, aprendo nuovi scenari normativi. Innumerevoli contenziosi analoghi sono pendenti negli Stati Uniti; la decisione emessa a Los Angeles è attesa per definire una direzione normativa e un livello di tutela della salute mentale dei giovani nel panorama digitale.









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