Il dibattito sulla monetizzazione dell’intelligenza artificiale si intensifica, con alcune realtà tecnologiche che investono massicciamente in pubblicità digitale per far fronte ai costi dei grandi modelli linguistici. In controtendenza, la startup di ricerca sull’IA Perplexity sembra privilegiare una strada orientata agli abbonamenti, mettendo al centro una crescita guidata dagli utenti anziché dalle inserzioni.
perplexity abbandona la pubblicità nell’ia per concentrarsi su abbonamenti a pagamento
secondo fonti di stampa economica, questa scelta rappresenta una repentina trasformazione per l’azienda con sede a san francisco. agli inizi del 2024, Perplexity fu tra i pionieri a sperimentare risposte sponsorizzate, testando un sistema in cui gli annunci apparivano subito sotto le risposte generate dal chatbot. tali test sono stati progressivamente dismessi entro la fine del 2025.
la partenza del responsabile pubblicitario, taz patel, ha rafforzato la percezione di una virata strategica interna. gli esecutivi hanno dichiarato di non avere alcuna intenzione di tornare a un modello basato sulla pubblicità, puntando invece su piani a pagamento per singoli utenti e su una vendita enterprise per grandi organizzazioni.
il problema della pubblicità nell’ia
la questione chiave può essere sintetizzata in una parola: fiducia. nell’utilizzo di motori di ricerca convenzionali, gli utenti riconoscono i link colorati come sponsorizzati, ma con un sistema di risposte IA come Perplexity ci si aspetta risposte chiare e dirette. introdurre annunci in questa esperienza genera un conflitto di interessi: se un utente teme che una risposta sia orientata verso un prodotto monetizzabile, la credibilità dell’intera piattaforma ne soffre.
alcuni dirigenti hanno sottolineato che una strategia advertising-based rischia di compromettere l’oggettività, diminuendo la propensione a pagare per servizi premium. la percezione di una risposta indirizzata verso interessi commerciali potrebbe erodere la fiducia necessaria per mantenere clienti disposti a investire in strumenti professionali.
una spaccatura crescente nel mercato
la scelta di Perplexity si inserisce in una frattura del panorama: da un lato aziende come openai integrano annunci per sostenere i livelli gratuiti delle loro offerte, dichiarando che tali inserzioni non influiscono sulla qualità delle risposte fornite. dall’altro lato, Perplexity insieme ad anthropic promuovono un’“era senza pubblicità”, sostenuta da logiche logiche di pensiero approfondito e produttività.
anthropic ha persino criticato pubblicamente questa linea, criticando l’idea di inserzioni in un contesto orientato a prestazioni intense. la discussione riflette una tensione tra modelli senza pubblicità e modelli che cercano di bilanciare gratuità e redditività, con un impatto diretto sul modo in cui gli utenti percepiscono l’affidabilità delle risposte.
il modello basato su abbonamenti: funziona davvero?
nonostante iniziali scetticismi tra investitori della Silicon Valley, i dati indicano segnali positivi per la strategia centrata su fiducia e trasparenza. entro la fine del 2025, Perplexity avrebbe raggiunto circa 200 milioni di dollari di annual recurring revenue (ARR), con una crescita anno su anno prossima a quintuplicarsi. la società punta a professionisti di alto profilo—medici, ceo, esperti di finanza—convinti che un ambiente affidabile giustifichi un costo aggiuntivo, consentendo una scalata meno dipendente dal traffico pubblicitario.
l’approccio si concentra su utenti che richiedono dati imparziali e trasparenti per attività critiche, rinunciando a una crescita basata sull’ampiezza della base utenti e puntando invece su valore e affidabilità. la sostenibilità finanziaria sembra riflettersi in una maggiore stabilità operativa e in una proposta di valore distinta rispetto a modelli ad-supported, orientati al volume.













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