l’aggiornamento della causa tra at&t e t-mobile mette in luce nuove accuse di pubblicità ingannevole, proponendo una chiave di lettura sui risparmi promessi, sul tempo di switch e sui contenziosi relativi ai dati dei clienti. l’analisi sintetizza i punti principali emersi dai documenti giudiziari e dalle comunicazioni ufficiali disponibili, aggiornate al 18 febbraio 2026.
at&t aggiorna la causa contro t-mobile con nuove accuse
nel contesto, t-mobile avrebbe lanciato la campagna Switching Made Easy nella cornice della Formula 1 di las vegas, con tre aree designate per convincere i clienti a migrare e offrire esperienze esclusive legate a Club Magenta. at&t sostiene che, sotto l’apparente spettacolo, vengano fatte affermazioni fuorvianti riguardo ai benefici reali del passaggio, e ha depositato un ricorso nel tribunale federale del distretto settentrionale del texas a dallas per contestare tali messaggi.
pubblicità ingannevole sui risparmi
secondo at&t, t-mobile promette risparmi superiori a oltre $1.000 all’anno rispetto ai concorrenti, ma le comparazioni non sarebbero corrette. l’accusa evidenzia che l’app di t-mobile effettui confronti non equi tra un piano avanzato di at&t e un piano di t-mobile di livello inferiore. secondo l’esame, i risparmi mostrati non deriverebbero dal confronto tra quanto si paga attualmente con at&t e quanto si pagherebbe con una proposta equivalente di t-mobile, bensì dalla differenza tra tariffe scontate e tariffe di listino più elevate.
il tempo di switching di 15 minuti è irrealistico
oltre alle presunte economie, la pretesa di completare lo switch in soli 15 minuti è descritta come priva di fondamento. il passaggio completo a un nuovo operatore, con attivazione di servizi e funzionamento della rete, richiede in genere ore o persino giorni. nella documentazione emergono anche riferimenti a spot tv in cui compaiono attori noti e messaggi pubblicitari che enfatizzano tale tempistica, puntualizzando la questione come potenzialmente fuorviante.
lettera di cessazione e desistenza verso at&t
la National Advertising Division (nad) ha espresso riserve sull’uso delle proprie decisioni in promozioni e ha inviato una lettera di cessazione e desistenza a at&t. quest’ultima ha replicato, chiedendo la tutela del primo emendamento, sostenendo che le affermazioni pubblicitarie si basano su dati pubblici forniti da BBB National Programs. le parti hanno chiuso la contesa in via extragiudiziale nel dicembre successivo, con BBB National Programs che ritira la lettera e conferma l’uso di dati pubblici come fondamento delle dichiarazioni.
scraping dei dati degli account
nelle comunicazioni legali emergono anche accuse relative all’accesso ai dati degli account dei clienti. at&t sostiene che t-mobile abbia effettuato lo scraping dei contenuti presenti nei sistemi di at&t, mentre t-mobile sostiene di agevolare gli utenti ad accedere alle proprie informazioni per decisioni informate. in un primo momento, un tribunale del texas ha emesso un’ordinanza restrittiva temporanea, successivamente convertita in una misura cautelare preliminare. nonostante la controversia, si segnala che l’app di switching potrebbe essere ancora disponibile agli utenti di at&t, richiedendo l’upload di documenti o l’inserimento manuale di dettagli di piano.







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