Questo approfondimento mette in luce un caso di sicurezza legato al robot aspirapolvere dji romo, analizzato con strumenti basati sull’intelligenza artificiale per comprendere il protocollo di comunicazione e le modalità di controllo. L’esame evidenzia come l’uso di tecnologie automatiche possa svelare vulnerabilità non immediatamente visibili, con ripercussioni su privacy e gestione remota degli apparecchi. In particolare, è emersa la possibilità che un token di autenticazione non sia legato in modo univoco al dispositivo, aprendo potenziali vie di accesso a dati di più unità.
dji romo: vulnerabilità e hacking guidato dall’ia
Un esperimento condotto da Sammy Azdoufal ha coinvolto la tentata remotizzazione del robot tramite un controller PS5, avvalendosi di strumenti basati sull’IA per analizzare l’app di DJI e tentare una reverse engineering del protocollo di comunicazione. L’obiettivo era consentire un controllo remoto del dispositivo, ma l’uso di Claude Code ha rivelato una criticità significativa: la versione del tool ha avuto accesso potenzialmente esteso a tutte le unità DJI, inclusi i sistemi di alimentazione.
Questi dispositivi impiegano il protocollo MQTT per scambiare dati con i server aziendali e l’applicazione mobile. Sebbene esistesse un sistema di autenticazione, quest’ultimo non era legato in modo specifico a ciascun oggetto: con un singolo token era possibile accedere ai flussi video, alle planimetrie e ad altre informazioni sensibili di numerose unità.
DJI ha successivamente chiuso le principali falle che permettevano l’accesso tra account di utenti diversi, limitando la possibilità di vedere i dispositivi di altri utenti. Ad ogni modo, permangono altre criticità residue, come la possibilità di manomissione della PIN per l’accesso ai feed delle telecamere. L’episodio dimostra come strumenti basati sull’IA possano accelerare l’individuazione di vulnerabilità, ma sottolinea anche l’esigenza di controlli di sicurezza più rigorosi e di una gestione più stretta dei token associati ai dispositivi.
impatti e misure di mitigazione
Lo scenario evidenziato invita a considerare con attenzione le pratiche di autenticazione legate ai dispositivi smart, la gestione dei token e la separazione tra account e dispositivi. L’adozione di misure più stringenti, come l’associazione singola token-dispositivo e controlli di accesso più granulari, resta fondamentale per ridurre i rischi di accesso non autorizzato a dati sensibili e a feed video. L’importanza di aggiornamenti di sicurezza regolari e di verifiche indipendenti sui protocolli di comunicazione emerge come elemento chiave per la protezione delle reti domestiche connesse.










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