l’inizio del 2026 ha mostrato una crescita dei licenziamenti nel settore tech, segnando un periodo tutt’altro che stabile per i professionisti del comparto. la dinamica si intreccia con la continua evoluzione dei prodotti e delle strategie aziendali, suggerendo una fase di ristrutturazione più che una semplice fase ciclica. l’analisi qui proposta sintetizza i numeri chiave e le tendenze emerse nei primi mesi dell’anno, offrendo una lettura chiara dei principali contesti e delle implicazioni occupazionali.
licenziamenti tech 2026: numeri globali
secondo dati consolidati, i licenziamenti nel settore hanno già raggiunto la cifra di 30.700 a livello globale. negli stati uniti si registra una quota dominante pari a 24.600, posizionando il continente nordamericano al centro del fenomeno. tra le aziende citate, amazon ha annunciato tagli sostanziali che coinvolgono circa 16.000 dipendenti; altri colossi americani hanno seguito lo stesso trend, tra cui t-mobile con circa 400 esuberi.
scena globale
la situazione a livello globale evidenzia una volatilità accentuata, simile a quella osservata in altre aree tecnologiche. in parallelo, il contesto mostra segnali di ristrutturazione anche in studi di sviluppo, con focolai di liquidazioni di personale in aziende di diversa dimensione e specializzazione. tra le realtà interessate emergono notizie su cambiamenti di organico significativi che riflettono una gestione più cauta dei costi.
focus paesi principali
tra i paesi con i maggiori tagli, spiccano stati uniti con la somma citata di 24.600 licenziamenti. seguono svezia con 1.900 esuberi e olanda con 1.700. la differenza tra questi numeri e il totale globale evidenzia quanto la crescita statunitense stia guidando la dinamica del settore a livello internazionale.
note sul confronto con il 2025
nel 2025 si sono registrati circa 245.000 licenziamenti nel settore tech. all’inizio del 2026, il dato appare circa un ottavo del totale dell’anno precedente, suggerendo una riduzione della portata dei tagli in questa fase. nonostante alcuni indicatori di crescita dei profitti, l’occupazione nel comparto resta caratterizzata da una volatilità marcata e da incertezze per il prosieguo dell’anno.













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