Google settles Android data usage, Assistant privacy lawsuits despite denying wrongdoing

Questo testo sintetizza la chiusura di due cause legali sulla privacy che coinvolgono Google, relative a Android e all’uso di Google Assistant. Nonostante la difesa della società, gli accordi raggiunti definiscono nuove regole di consenso e gestione dei dati, con impatti tangibili per gli utenti dei dispositivi Android e per l’utilizzo dell’assistente vocale.

android privacy e google assistant: chiusura di due cause legali

nei procedimenti contenziosi, Google ha accettato di versare $135 milioni per una controversia che contestava la raccolta di dati cellulari senza autorizzazione durante l’uso di Android. la decisione riguarda dispositivi Android risalenti a novembre 2017 in poi, e implica cambiamenti volti a evitare trasferimenti di dati senza consenso dell’utente durante la fase di configurazione del dispositivo.

un secondo filone, relativo a privacy di google assistant, ha comportato un risarcimento di $68 milioni. la causa sosteneva che l’assistente avrebbe potuto “spiare” gli utenti ogni qualvolta la parola di attivazione veniva captata in modo non corretto. anche in questo caso Google nega l’illiceità dei comportamenti, ma accetta l’accordo per chiudere la vertenza.

dettagli degli accordi

  • settlement android data transfer: non è consentito trasferire dati senza consenso durante la configurazione e viene introdotta una impostazione facilitata per disattivare i trasferimenti di dati; la copertura riguarda una fascia di dispositivi Android dal 2017 in poi.
  • settlement google assistant privacy: l’accordo stabilisce condizioni chiare sui dati raccolti durante l’uso di Assistant e definisce meccanismi di controllo e consenso, con l’obiettivo di ridurre comportamenti non autorizzati legati al riconoscimento vocale.

contesto e riferimenti

in entrambe le situazioni, Google ha respinto ogni accusa di illiceità ma ha scelto di chiudere le controversie tramite gli accordi economici. come confronto, fonti indicano che Apple ha affrontato un caso analogo nel 2024 con una transazione di 95 milioni di dollari, sottolineando una tendenza comune nel settore tech verso maggiori garanzie di privacy e trasparenza.

cosa cambia per gli utenti

  • controllo esplicito sui dati: le impostazioni consentono di gestire in modo più chiaro quali dati possono essere trasferiti durante l’uso del sistema e durante la configurazione iniziale.
  • costi e trasparenza: le nuove regole introducono maggiore trasparenza sulle operazioni di raccolta dati e forniscono strumenti per disattivare rapidamente trasferimenti non desiderati.
  • implementazione pratica: gli aggiornamenti software dovrebbero riflettere le nuove impostazioni, offrendo agli utenti opzioni di consenso più visibili e facilmente modificabili.

gli esiti di tali accordi definiscono un quadro normativo operativo per gli utenti: maggiore controllo sui dati personali, processi di consenso più chiari e una gestione più trasparente delle informazioni raccolte da dispositivi e servizi Google.

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