Gemini ha lanciato una funzione chiamata Personal Intelligence che punta a risparmiare tempo sfruttando le informazioni che Google conosce sull’utente. L’attivazione è opzionale e consente di definire con precisione quali dati, provenienti da servizi come Gmail e Google Photos, possano essere utilizzati dall’IA. È possibile modificare in qualsiasi momento le impostazioni per soddisfare le proprie esigenze di privacy e comodità.
personal intelligence: versione estesa di personal context
La funzione rappresenta una versione potenziata delle capacità di personalizzazione di Gemini, sostituendo Personal Context. Si basa sulle chat passate di Gemini per offrire risposte future più mirate, creando un’esperienza personalizzata senza richiedere una configurazione iniziale estesa. L’offerta è disponibile con una configurazione predefinita che può essere disattivata dall’utente, mantenendo comunque alcune funzioni attive di memoria e contesto.
funzionalità e differenze principali
Personal Intelligence è una versione amplificata di Personal Context e sostituisce quest’ultima come marchio unico per le funzionalità di personalizzazione di Gemini. Le vecchie capacità di memoria, ora indicate come Past Gemini chats, fanno parte integrante del sistema e possono essere gestite dall’utente tramite apposite impostazioni. Una novità è che alcune funzioni sono attive automaticamente, ma possono essere modificate dall’utente a seconda delle preferenze.
gestione delle app collegate e fonti dati
Le nuove opzioni sono accessibili nella scheda Connected Apps di Personal Intelligence. Collegando le applicazioni Google a Gemini, è possibile consentire all’IA di usare intuizioni provenienti da fonti collegate per personalizzare le risposte e aumentare la produttività. Un esempio pratico: collegando Gemini a Google Photos e richiedendo una determinata informazione, l’IA può esaminare la libreria di foto per individuare la risposta.
protezione della privacy e impostazioni disponibili
Secondo il blog ufficiale di Google, l’attivazione è off by default e l’utente può decidere cosa collegare, disattivando in qualunque momento l’accesso. Quando abilitata, Gemini accede ai dati per rispondere a richieste specifiche e per svolgere compiti, senza inviare dati sensibili ad altre destinazioni: tali dati rimangono all’interno dell’ecosistema Google. Inoltre, solo le prompt degli utenti, e non le informazioni personali presenti nelle app connesse, vengono utilizzate per addestrare i modelli di IA.
considerazioni sull’uso e scelta personale
È possibile che l’utente mantenga attive comunque le funzionalità precedenti: Past Gemini chats rimangono una parte integrante delle personalizzazioni, gestibili dall’utente. In pratica, Personal Intelligence funge da contenitore unico per le opzioni di personalizzazione, sostituendo Personal Context e mantenendo attive le impostazioni di Instructions for Gemini.
Un esempio pratico illustrato dall’azienda è la possibilità di utilizzare le app collegate per fornire risposte più mirate: non è obbligatorio connettere tutte le applicazioni, ma è possibile selezionare quali fonti alimentano la personalizzazione. In ogni caso, la decisione finale spetta all’utente, che può scegliere di non attivare Personal Intelligence pur continuando a utilizzare strumenti consolidati come l’inserimento manuale di istruzioni e la gestione dei documenti tramite Gemini o Drive.
In conclusione, la scelta tra mantenere attive le funzionalità esistenti e abilitare Personal Intelligence dipende dalla valutazione di convenienza e privacy. L’uso responsabile di tecnologie intelligenti implica una decisione consapevole sull’estensione dell’accesso ai dati personali.













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