Apple e google sotto accusa per le app nudify diffuse sugli store di app

questo approfondimento sintetizza i contenuti chiave di un rapporto indipendente che denuncia la presenza diffusa di app orientate a creare contenuti sessualizzati su Apple e Google, ponendo l’attenzione su questioni di privacy, sicurezza e supervisione delle piattaforme. l’analisi mette in luce rischi legati all’uso non autorizzato delle immagini e alla finalità delle applicazioni presenti negli store.

un nuovo rapporto rivela numerose app nudificanti su google e apple

lo studio condotto dal tech transparency project, un’organizzazione no-profit che monitora rischi digitali, esamina l’apple app store e il google play store partendo da ricerche su termini relativi a foto che mostrano abbigliamento rimosso o volti sovrapposti a corpi nudi. i risultati evidenziano una quantità significativa di applicazioni che, tramite intelligenza artificiale, rimuovono indumenti o sostituiscono volti su corpi nudi. i test dimostrano che tali strumenti sono progettati per ottenere risultati sessualizzati, non per semplici modifiche fotografiche.

corpo della ricerca

l’indagine descrive come la maggioranza delle app sia strutturata per generare contenuti di carattere sessualizzato, piuttosto che offrire funzionalità di editing neutro o di ritocco classicamente intese. questa dinamica evidenzia una finalità evidente diversa da una modifica fotografica convenzionale.

risposte delle piattaforme

una volta ricevute le segnalazioni, apple ha rimosso diverse applicazioni e ha avvertito gli sviluppatori coinvolti; alcune app sono tornate nello store dopo aver apportato le modifiche richieste. google, invece, ha sospeso molte app durante le revisioni in corso. entrambe le aziende sottolineano una posizione ferma contro le applicazioni che creano immagini sessualizzate e hanno garantito ulteriori interventi in caso di violazioni.

tempi di intervento e impatto sulla privacy

i critici sostengono che le aziende abbiano agito con ritardo nel rimuovere le app. alcune applicazioni avevano milioni di download e generavano ricavi considerevoli, sollevando interrogativi su privacy e consenso nel panorama digitale in continua evoluzione. un caso recente, correlato a una tecnologia generativa, ha portato a misure restrittive solo dopo forti pressioni pubbliche.

quadro normativo e reazioni globali

fonti di governo e utenti di diverse regioni si schierano contro gli strumenti capaci di generare contenuti sessualizzati. molte aziende rispondono a backlash o segnalazioni, evidenziando la necessità di una vigilanza più proattiva da parte delle piattaforme. si chiede l’adozione di standard più severi e controlli efficaci per le app presenti negli store, al fine di proteggere la dignità e la sicurezza degli utenti.

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