il 21 gennaio la Commissione europea ha annunciato il Digital Networks Act (DNA), una normativa mirata a sostituire le reti in rame con la fibra ottica entro un periodo definito. il testo stabilisce che gli stati membri debbano predisporre e presentare entro il 2029 piani di transizione nazionali, ma la scelta delle tempistiche potrà tenere conto delle condizioni di mercato, del grado di maturità delle reti e degli effetti sui consumatori. la scadenza massima prevista è il 2035. l’obiettivo centrale è creare un mercato unico delle telecomunicazioni, facilitando l’adozione della fibra e introducendo strumenti operativi comuni a livello europeo.
dna: quadro generale e obiettivi
il dna adotta un approccio normativo diretto, simile a strumenti già noti come il GDPR, il DMA e l’AI Act, per garantire applicazione immediata nei paesi membri. inizialmente la scadenza per lo spegnimento del rame era fissata al 2030, ma la versione attuale estende la finestra fino al 2035 per offrire maggiore flessibilità. la normativa mira a ridurre inefficienze, accelerare la copertura fibra e minimizzare interruzioni di servizio durante la transizione.
reazioni del settore
posizioni chiave
rispondono contenuti di stakeholder di rilievo: la VATM (associazione dei operatori di telecomunicazioni e fornitori a valore aggiunto) mostra supporto al DNA, ritenendo un decennio di finestra temporale adeguato per pianificare investimenti, migrazioni strutturate e una condivisione dei costi equa. sullo stesso piano, la Anga considera utile un quadro regolatorio vincolante ma sottolinea la necessità di garantire una concorrenza leale tra operatori nuovi ed esistenti. invece, il VKU esprime preoccupazione per una datazioni troppo rigide, avanzando l’idea di un approccio più flessibile rispetto all’uso di norme rigide a livello europeo. su posizioni simili, la Buglas segnala sfide geografiche particolari, evidenziando che aree Alpine difficili richiedono adattamenti regolatori mirati.
stato del mercato tedesco
la Germania resta tra i mercati più grandi per reti in rame in europa. un’eventuale implementazione precoce della dismissione aumenterebbe i costi e i rischi di interruzione per i principali operatori, tra cui Deutsche Telekom. a confronto, la Spagna ha già completato la migrazione dalla rete in rame alla fibra. durante la presentazione, la vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen ha sottolineato l’obiettivo di creare un mercato unico, introducendo anche un concetto di “passaporto unico” che permetterebbe agli operatori di offrire servizi in tutta l’UE con una registrazione unica.
caratteristiche normative e applicazione
caratteristiche principali
il dna entri in vigore come regolamento, garantendo applicazione immediata senza passaggi transitori a livello nazionale. tra i punti chiave, la possibilità di estendere fino al 2035 la cessazione delle reti in rame, al fine di meglio bilanciare investimenti e copertura. la normativa resta soggetta all’approvazione finale da parte degli organi legislativi europei e degli stati membri.











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