motorola: brevetto per uno smartphone deformabile con corpo multi-link
il documento descrive un dispositivo in cui la struttura flessibile non si limita a una singola cerniera. al contrario, un corpo multi-link consente al terminale di piegarsi, torcersi e assumere forme diverse, adattandosi al compito in corso. questa flessibilità va oltre l’idea tradizionale di un telefono che si chiude, proponendo una macchina capace di modificare la propria geometria in funzione delle attività pratiche.
modalità tent e utilizzo pratico
una delle applicazioni più immediate rese plausibili dal progetto è quella indicata come “tent mode”. immaginare il dispositivo appoggiato su una superficie, come una carta piegata, che rimane stabile da solo. in questa variante, lo smartphone funge da supporto integrato, ideale per videochiamate senza mani occupate, seguire una ricetta in cucina o guardare contenuti senza bisogno di accessori aggiuntivi.
dal taschino al polso: la configurazione wrap
la parte più ambiziosa del brevetto riguarda la possibilità di avvolgere il telefono attorno al braccio con un raggio regolabile, trasformando un telefono di dimensioni standard in un indossabile esteso che abbraccia il polso. questa soluzione fa presupporre una futura separazione sempre meno netta tra smartphone e smartwatch, suggerendo scenari di uso in cui lo schermo è sempre a portata di vista.
non mancano riflessioni su possibili implicazioni legate alla privacy e alla sicurezza. l’utilizzo di sensori per riconoscere l’ambiente esterno, come la presenza in auto, può introdurre nuove funzionalità di sicurezza o restrizioni per ridurre le distrazioni. Richieste di autorizzazione e gestione dei dati restano temi centrali da considerare nell’evoluzione di tali tecnologie.
interfaccia, sensori e risparmio energetico
il sistema descritto nel brevetto prevede l’impiego di fotocamere e sensori per individuare il volto dell’utente e determinare quale lato dello schermo debba rimanere attivo. questa logica di gestione mirata dell’output contribuisce anche a una risparmio energetico, spegnendo o disattivando parti del display non osservate dall’utente. l’approccio potrebbe evitare cambi di lato dello schermo al momento sbagliato, ottimizzando l’efficienza energetica complessiva.
considerazioni finali e prospettive
non ogni brevetto arriva a una versione di prodotto reale. resta aperta la domanda su quando un dispositivo così deformabile potrebbe giungere sul mercato, o se resterà una soluzione concettuale. l’idea di un dispositivo capace di adattarsi dinamicamente alle attività e agli ambienti mostra comunque un interesse stimolante nell’evoluzione del design di smartphone e wearables, aprendo nuove strade per interfacce e usabilità.















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